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lunedì 2 luglio 2018

La vita, ultimamente 36


Incominciamo dal fondo: Vittoria che si prende la varicella e di conseguenza trascorriamo le ultime due settimane di giugno chiuse in casa. Tra tutte le malattie virali dell'infanzia, la varicella era quella che temevo di più e facevo bene; purtroppo Vittoria l'ha presa in misura davvero virulenta e per me è stato uno strazio assisterla. Lei è stata davvero stoica e, al posto suo, io mi sarei lagnata molto di più del prurito e del fisico ricoperto completamente di pustole.

(Alle ballerine, dopo lo spettacolo, si regalano fiori)
 
Memore di quello che era successo ad inizio anno in seguito sempre a malanni vari e clausura, sono corsa ai ripari per salvaguardare il mio benessere mentale e, di conseguenza, di tutta la famiglia. Anche se il bisogno non era veramente reale, ho comunque pianificato le visite dei nonni, così da potermi permettere di uscire, anche solo per una passeggiata al mercato a comprare frutta e verdura o per dedicare del tempo solo a me stessa.
Ho anche approfittato di mia suocera chiedendole di portarmi dei pasti pronti; cosa che quella santa donna non aspettava altro di poter fare: riempirmi il frigo. In questo modo io avevo più tempo per stare con VV perché, ragazzi, se c'è una cosa che vuole quando è malata sono io e, come dire, mi marca veramente stretto.

(Quanto sembra grande in questa foto?)

Per fortuna arrivavamo entrambe da due settimane ricche di emozioni e belle esperienze, così come è stato un bel incentivo il pensiero dell'approssimarsi delle vacanze estive. Nell'ordine c'è stata la festa di fine anno della scuola di VV, il compleanno di Vittoria e il suo primo saggio di danza classica; la sottoscritta ovviamente non si è risparmiata con le lacrime, al punto che sto valutando di iniziare ad usare il mascara waterproof...

(Quanto vorrei avere abbastanza spazio da tenere un tecnigrafo da usare come mood board. Questo è di Neò Natura su misura, lo studio di architettura che ha ospitato il workshop)
 
Dopo il corso di letteratura americana tenuto da La McMusa, anche questo mese mi sono seduta ad un banco di scuola; ho partecipato infatti al workshop “Ho una storia per te” tenuto da Lorenzo Naia, alias La Tata Maschio e Marta Pavia, alias zuccaviolina. E' stata una bellissima giornata di sole trascorsa in mezzo a persone appassionate come me di storie e del raccontare, ci siamo impegnati per imparare a farlo attraverso sia le parole che le immagini su Instagram; è stato bello per me poter condividere la mia passione per questo Social, confrontarmi e mettermi alla prova. Ora penso che per un po' non frequenterò più corsi; dopo tanto seminare è tempo di tirare le fila e di pensare al raccolto.

E poi le vacanze, sono sempre più vicine...

giovedì 31 maggio 2018

Donne di Torino


«Non me l'aspettavo tutta questa partecipazione» mi ha confessato Barbara Oggero verso la fine del nostro incontro. «Non immaginavo che tutte queste donne avessero voglia di raccontarsi, aprirsi con me, una sconosciuta, e che si potesse raggiungere quasi un'intimità».
A febbraio del 2017 Barbara sente un vuoto, le manca qualcosa: scendere in strada e, semplicemente, fotografare, senza pianificazione, senza pose, senza set, semplicemente luce e il suono dell'otturatore; così nasce “Donne di Torino”.

...ovvero ritratti urbani di donne che vogliono lasciarsi fotografare a condizione di una breve chiacchierata informale su un tema a loro piacere. Dall’impegno nel sociale ai figli, dalla più cocente delusione alla migliore impresa della propria esistenza ogni argomento è benvenuto.


Pensava di doverle andare a cercare e stanare, le donne disposte a partecipare a questo progetto, o che le sue amiche avrebbero accettato per compassione, non pensava di arrivare a fotografare in poco più di un anno più di 250 torinesi, tolti il sabato e la domenica, sono quasi una al giorno.
Si stupisce Barbara, io invece no: se la vita è fatta di storie, come sono sempre più convinta, tutti ne abbiamo una da raccontare, abbiamo solo bisogno di qualcuno disposto ad ascoltare e lei, con il suo progetto, da a chiunque lo desideri questa possibilità; perché come dice la a me tanto cara Emily Dickinson

Alcuni dicono che
quando è detta,
la parola muore.
Io dico invece che
proprio quel giorno
comincia a vivere.

Qualcuno le ha mosso la critica che foto e testo non siano assolutamente collegati, che tra loro non ci sia nessun nesso, non sono d'accordo; così come durante la chiacchierata Barbara offre il suo orecchio, subito dopo offre silenziosamente, come uno specchio, il suo obiettivo: ogni donna continua il racconto di sé, attraverso l'immagine che più o meno inconsapevolmente da di se stessa.
Ora, tra le Donne di Torino, ci sono anch'io; una mattina in cui la pioggia aveva deciso finalmente di darci una tregua, ci siamo sedute a una tavolino di un bar, lei mi ha invitata a parlare e io, che non mi ero assolutamente preparata, ricordo di aver guardato fuori dalla finestra e di aver detto la prima cosa che mi passava per la testa. Casuale? Nulla lo è, secondo me.

Il progetto lo trovate qui: FacebookInstagram

lunedì 5 marzo 2018

La vita, ultimamente 32


Come ho potuto peccare così tanto di ingenuità? È stato sicuramente un attimo di distrazione, di leggerezza, di noncuranza; qualcosa o qualcuno mi ha fatto sentire tranquilla e rilassata e così l'ho fatto. Quale imperdonabile errore. L'esperienza non mi ha insegnato nulla? Ho forse dimenticato la regola non scritta di ogni genitore: non solo non dire le cose, ma neanche pensarle e, soprattutto, mai sentirsi al riparo? Ho visto marzo alle porte e mi sono sentita al sicuro, al punto di arrivare a pensare, dopo tutti i racconti di malattie, raffreddori, influenze, febbri interminabili, ricadute: “Bhe dai, l'abbiamo scampata...” E così non ho visto arrivare il colpo di coda di febbraio, che ha voluto fare le cose in grande: bronchite per me, una settimana di febbre per VV. Contemporaneamente. Mentre scrivo siamo entrambe convalescenti.
Peccato per questo finale, perché febbraio era partito davvero molto bene, con tante nuove esperienze (o crocette, come piace dire a noi, quando facciamo qualcosa di nuovo).


Finalmente siamo riusciti ad andare a vedere i carri allegorici di Rivoli: per un motivo o per l'altro, tra cui un paio di anni di cancellazione causa brutto tempo, da quando è nata VV non eravamo mai riusciti a festeggiare il carnevale, al punto da avere da ben quattro anni in un cassetto un pacchetto di coriandoli inutilizzati. Quest'anno ero pronta a scendere in strada e usarli comunque. VV si è divertita tantissimo, noi eravamo distrutti, a riprova del fatto che c'è un'età per ogni cosa. Abbiamo anche avuto il piacere di impanarci completamente nei coriandoli e di vederli tuttora spuntare ogni tanto per casa. Per quanto mi riguarda siamo a posto per i prossimi quattro anni...

 (Il Conte Verde, alias Enrico VI e consorte, Bona di Borbone, figure storiche di Rivoli)


Dire che VV adora i suoi cuginetti, non rende l'idea e fare le cose insieme a loro ha tutto un sapore diverso, per il cuginetto più grande ha poi proprio una sorta di venerazione. Potesse li sposerebbe tutti e tre. Quindi immaginate la sua gioia quando siamo andati in montagna tutti insieme a sciare: c'era un vento gelido che sollevava la neve e ti regalava schiaffoni ghiacciati in faccia, ma i bambini non facevano un plissé. Tanto hanno fatto che siamo rimasti fino alla chiusura degli impianti. So già cosa state pensando ma, no, non è in questa occasione che ci siamo ammalate.


Devo ringraziare mia cognata che mi ha fatto sapere di questa iniziativa, perché non ne sapevo nulla: ogni anno al Teatro Carignano organizzano uno spettacolo apposta per i bambini e quest'anno c'era “Alice nel paese delle meraviglie”. Così Vittoria ha avuto la sua prima volta a teatro in uno dei più belli e storici di Torino ed è stata contentissima dell'esperienza. Unica nota dolente: era una versione moderna e Alice non aveva il classico vestitino azzurro; da queste parti abbiamo un debole per vestitini, insomma l'outfit dell'attrice protagonista è stato bocciato.


A spettacolo concluso, ci siamo regalate una merenda da principesse in una delle caffetterie storiche più eleganti (e care) di Torino: Baratti&Milano. Potrebbe anche essere che il primo abbassamento delle difese immunitarie ce l'abbia provocato lo scontrino. Potrebbe anche essere...

(La faccia di una che fa finta di non essere impressionata dalla fetta di torta che le hanno appena messo davanti)
 
(Foto fatta da VV. Invece dell'Instagram Husband, io avrò l'Instagram Daughter)
 
Marzo, non fare scherzi.

lunedì 2 ottobre 2017

La vita, ultimamente 27


E poi le vacanze sono finite davvero. Dopo aver passato l'estate a mostrare le gambe pallide, torni abbronzata e ti devi coprire perché fa freschino. Però che bello andare in ferie quando quasi tutti sono già a casa. E mentre ti culli (dalla nostra tenda/casetta sentivamo le onde del mare!) con i bei ricordi, la quotidianità prende il sopravvento e ti ritrovi a dover giostrare i vari impegni e la fatica, perché non ci stai riuscendo tanto bene.

(Il primo giorno di scuola. Un anno dopo)
 
Hai voglia a dire “Quest'anno niente buoni propositi” e intanto nella tua testa tiri giù liste interminabili di cose da fare, obiettivi che vorresti raggiungere, lati della gestione famigliare e lavorativa che vorresti migliorare. E' un attimo sentirsi con l'acqua alla gola. E allora in questi casi sapete cosa faccio? Io mi fermo e prendo una pausa; ho imparato da tempo che a dannarmi non ottengo proprio un bel niente, se non a stressarmi, ed è l'ultima cosa che il fisico, non solo il mio ma quello di tutti, ha bisogno.

(La prima lezione di danza classica)
 
Sorrido quando vedo su Instagram parlare di “To do list” e dei consigli per essere produttivi e spuntarla tutta. Le liste delle cose da fare sono “La storia infinita” della vita quotidiana, preferisco partire dal presupposto che tanto non ce la farò mai a finire tutto e così scelgo di fare solo ciò che in quel momento è davvero importante e prioritario per me. Il qui e ora, avete presente?

(La prima volta insieme dalla parrucchiera)
 
La mia famiglia ha priorità su tutto, l'ho scoperto da poco. Pensavo di essere stanca dopo tutti questi anni di mamma a tempo pieno, pensavo di avere un enorme bisogno di pensare solo a me stessa (e in parte è così), ma la verità è che la cosa a cui tengo di più è stare bene insieme a loro, tutto il resto è la ciliegina sulla torta.

(Ritratto di famiglia a un matrimonio)
 
Così ecco il nostro settembre, tra una lavatrice, una pulizia a fondo di casa, la ripresa del blog, i programmi per il bookcoaching: famiglia, famiglia e ancora famiglia. E tante prime volte.



lunedì 19 settembre 2016

#31grazie

Live all you can; it's a mistake not to. It doesn't so much matter what you do in particular, so long as you have your life. If you haven't had that what have you had?

Henry James
Con questa frase, alla fine di luglio, ho accettato di partecipare alla sfida #31grazie lanciata da Chiara del blog “machedavvero?”: ogni giorno, per 31 giorni, fermarsi e cercare almeno una cosa per cui essere grati.
Stavo letteralmente raschiando il fondo, andavo a letto e mi addormentavo con il cuscino bagnato di lacrime, sempre se mi addormentavo... Ero titubante all'inizio, non avevo in quei giorni nulla di cui gioire, ma poi mi è venuta in mente la frase di Henry James e ho capito che, come sempre, mi stavo dimenticando della cosa più ovvia: ero viva. Già solo di questo si dovrebbe rendere grazie ogni giorno, ma quante volte lo facciamo?
Così non ho perso tempo e ho subito reso pubblico il mio intento di prendere parte a questa iniziativa e poi ogni sera, a letto, invece di piangere (o oltre a piangere) per 31 giorni mi sono messa con il lanternino a cercare una cosa, anche piccolissima, per cui essere grata.
Ci sono stati giorni più facili (quando ero in Scozia avevo l'imbarazzo della scelta), altri molto difficili, ma ora che ho provato l'effetto di questo esercizio di mindfulness, vi posso assicurare che funziona e si, arrivi a gioire delle lacrime che ti bagnano il viso, se questo significa essere, ancora, viva.


La vita è diventata una passeggiata, dove io sorrido allegra nonostante i colpi del destino? No, ma sono più consapevole anche nei momenti no, sono più presente, pronta a darmi una pacca sulla spalla, a stringere i denti, a dirmi di tenere duro, che domani è un altro giorno, poi passa o farà un po' meno male.
E poi ci sono giorni in cui proprio non ce la fai e ringrazi solo che siano finiti. Anche loro fanno parte della vita.


(Vivi tutto ciò che puoi, è uno sbaglio non farlo. Non ha importanza che cosa fai in particolare, fino a quando hai la tua vita. Se non l'hai avuta, che cosa hai mai posseduto?)

venerdì 1 luglio 2016

La vita, ultimamente 21


La fine di giugno mi ha vista arrivare davvero tanto stanca. Sento sulle spalle il peso di questi ultimi mesi; mesi belli perché ricchi di novità, incontri stimolanti e impegni piacevoli, ma fatti anche di tensione, timore, dubbi e tanto studio e lavoro dietro le quinte. Non posso neanche dare la colpa al tempo e alla calura estiva, che qui da noi si è fatta vedere solo verso la fine del mese, prima tanti noiosi acquazzoni giornalieri che hanno lavato via la primavera senza farcela godere appieno.


Giugno però è incominciato in bellezza, con il compleanno di VV e ben tre feste: quella solo con mamma e papà, quella con nonni zii e cuginetti, e quella con gli amichetti. Se non è una bambina fortunata... Nella foto, l'apertura ancora in pigiama del nostro regalo, trovato ad aspettarla già appena sveglia. Un libro, ovviamente, di cui vi parlerò presto.


Prima che a causa delle temperature tropicali il terrazzo diventasse zona off-limits, siamo riusciti a regalarci, con enorme gioia e soddisfazione di VV, un pranzo fuori, che fa subito estate e vacanza. Speriamo le zanzare ci permettano anche qualche cenetta, a lume di candela, ovviamente.


Ha avuto luogo il secondo e ultimo incontro della mini sessione primavera/estate di bookcoaching, sul tema viaggio. Questa volta siamo partiti in crociera con David Foster Wallace e non sono mancate le risate. Confermata appieno per me la gioia che provo nel parlare di libri (Nota a margine: ma quanto gesticolo?!). Non è un addio ma un arrivederci, a ottobre partirà un nuovo ciclo, che avrà come tema la solitudine. Qui trovate il programma completo e potete già iscrivervi. E' sempre gratis... ;-)


Ci sono luoghi che puoi frequentare solo dopo aver compiuto tre anni e uno di questi è lo Smoland, lo spazio gioco di Ikea; abbiamo subito approfittato di questo privilegio regalato dall'anzianità, supportati dai cuginetti che hanno fatto un ottimo lavoro di squadra con VV: non essendo mai andata al nido non è abituata a stare lontana dalla mamma se non con nonni o zii. E' stata bravissima e dovevate vedere che orgoglio su quel visino. Prove di volo in vista della materna? Non fatemici pensare che mi scappa la lacrima...


Estate è anche sinonimo di festival, sagre, feste all'aria aperta e noi abbiamo inaugurato la stagione al “Vignale Monferrato Festival”; sentendo che avremmo visto anche un balletto, qualcuno ha voluto portarsi il tutù...


Programmi per luglio? Dormire potrebbe essere una tra le cose che vorrei concedermi, sempre che ce lo permetta un esserino che, da quando dorme nel letto da grande, ha imparato a intrufolarsi nel lettone la mattina presto. Troppo presto...

venerdì 3 giugno 2016

La vita, ultimamente 20


Qualora avessimo voluto una prova tangibile che la vita va avanti, maggio è venuto in soccorso. Tenendo conto che una settimana buona è stata malata VV e quella successiva lo sono stata io, per cui il tenore delle giornate è ben rappresentato dalla foto in apertura, ancora mi stupisco di come nonostante tutto, sia stato un mese così ricco.
C'è stato il Salone del Libro, che ogni anno riesce a sorprendermi.


C'è stato il primo incontro di Bookcoaching e nel giro di pochi giorni mi sono di nuovo ritrovata a parlare in pubblico a Milano.


VV ha finito l'asilo ed è diventata, come annunciato dalle maestre, un aquilotto pronto a spiccare il volo. Le lacrime della sottoscritta, ovviamente, si sono sprecate...


Ho scovato per caso un libro interessantissimo in biblioteca e non vedo l'ora di condividerlo con voi, così come mi piacerebbe suggerirvi i miei trucchetti da casalinga disperata e, con l'avvicinarsi dell'estate, i programmi per le nostre vacanze. Voi avete deciso la vostra meta? Last but not least, si avvicina il compleanno di una persona importante... indovinato chi?


Nonostante il mese sia stato parecchio impegnativo, devo ringraziare mio marito per l'aiuto, il supporto e per essere riuscito a rubare dei momenti solo per noi. Niente mi rende felice come il tempo trascorso in famiglia.

mercoledì 18 maggio 2016

Mysalone 2016


L'anno scorso, sul dopo Salone del Libro di Torino, vi avevo deliziato con ben cinque post, quest'anno cercherò di essere più condensata, ci sono altre iniziative, eventi e notizie che mi preme condividere con voi e il tempo continua ad essere tiranno. Questo non significa che questa edizione sia stata meno importante e ricca di quella del 2015, tutt'altro!; a dimostrazione che, anche se le cose non si svolgono come di programma, le aspettative non solo non vengono deluse, ma spesso superate.
I presupposti perché il Salone 2016 rischiasse di andare male c'erano tutti: come di programma in previsione di qualsiasi importante evento (vedi vacanze, matrimonio, festa, ecc.), VV si è ammalata e non sembrava intenzionata a guarire di lì a breve; persa la giornata di giovedì, sono riuscita ad organizzarmi in modo da non dover rinunciare anche agli altri giorni (grazie insostituibile marito!). E alla fine, lunedì, è riuscita a venire anche VV, evviva!
Ma entriamo nel vivo del Salone, partendo dagli eventi che vi avevo segnalato e a cui sono riuscita a prendere parte.


Ho avuto il piacere di incontrare Zelda was a Writer ed è stato emozionante assistere al suo entusiasmo dal vivo, è davvero contagiosa! Fortunelli i Milanesi che possono partecipare al suo Bookeater Club...
Sempre di libri, di amore per la lettura e la condivisione delle emozioni che questo atto ci regala è stato anche il tema dell'incontro “#readyourlife”, dove ho avuto l'occasione di venire a conoscenza di alcune realtà torinesi e piemontesi a me sconosciute (ora non mi soffermo oltre perché ve ne parlerò con più dettaglio in un post interamente dedicato. Com'è che si dice? Stay tuned!).
L'incontro più interessante in assoluto, perché è un argomento di cui ero completamente a digiuno, si è rivelato essere Una vita di libri. Librai coraggiosi” durante il quale quattro giovani e simpatiche libraie indipendenti hanno raccontato in modo dettagliato in che cosa consiste il loro lavoro, fatto di fatiche, sforzi e salti mortali per arrivare a fine mese, ma anche tanta gioia e soddisfazioni. Ho apprezzato molto, inoltre, la presenza a questo incontro tra il pubblico di alcuni editori che, con le loro domande, hanno dimostrato il loro interesse affinché tutti possano svolgere al meglio il proprio lavoro con soddisfazione di tutta la filiera: editori, distributori, librai e lettori. Incontri così fanno ben sperare nel futuro dell'editoria e del libro!

Ma non è un Salone che si rispetti se al suo interno non si fanno anche degli incontri. Ho avuto il piacere di riabbracciare Sandra e di trascorrere un paio d'ore in sua compagnia (grazie!), così come ho avuto modo di fare anche nuove piacevolissime conoscenze, iniziate davanti a un piatto di gnocchi e concluse sulla moquette del Salone, tra scambi di impressioni, storie di vita e consigli di lettura; anche di loro ve ne parlerò in modo più approfondito, qui intanto potete averne un assaggio.


E poi c'è stato lui, Michael Cunningham, che mi ha fatto battere forte il cuore e poi me l'ha rubato. Per lui ho fatto un'ora di coda fuori dalla Sala Azzurra per assistere al suo incontro e poi ne ho fatta un'altra di mezz'ora per farmi autografare il libro (Io???) e potergli stringere la mano; io che volevo fare conversazione e invece di chiedergli se era la sua prima volta a Torino, gli ho chiesto se era la prima volta in Italia. Immaginate la sua espressione...
Sapete quando leggete il libro giusto al momento giusto? Quando avete l'impressione che stia parlando proprio a voi, che stia rispondendo alle vostre domande, che comprenda come vi sentiate in quel momento? Questo è quello che mi è successo ascoltando Michael Cunningham domenica: parlava a me, di me, del momento preciso della mia vita in cui mi trovo adesso. Sono contenta di aver scelto di non prendere gli auricolari per la traduzione ed è per lo stesso motivo che ho deciso di comprare il suo ultimo libro “A Wild Swan” nell'edizione originale inglese (tra l'altro bellissima e splendidamente illustrata da Yuko Shimizu). Voglio sentire la sua voce che mi racconta una favola, anzi di come continuano le favole. «What happens next?» è la domanda a cui ha cercato di rispondere.

Last but not least, due parole sui libri, i protagonisti del Salone. Vorrei potervi mostrare tutti gli acquisti fatti, ma purtroppo, a parte il libro di Cunningham, tutti i volumi che ho comprato sono dei regali per i miei familiari, nipotini compresi; ho pensato di dirvi almeno dove li ho presi e quali sono stati gli stand che si sono rivelati delle piacevoli sorprese.
Appuntamento fisso di ogni anno è diventato per me lo stand Beat, vicino di casa di Neri Pozza, riesco sempre a trovare dei gioiellini a poco prezzo perfetti per i miei pensierini, ed è sempre qui che un anno scovai questo piacevolissimo libro. Da Nottetempo l'anno scorso avevo fatto incetta di libri di Virginia Woolf, quest'anno ho invece scoperto tre autori italiani. Da Nutrimenti ho preso appunti, allungando la mia lista dei desideri e anche quella di mio marito!
Ho perso invece il conto delle ore trascorse tra i libri per bambini ed è stato davvero difficile decidere che cosa comprare perché erano davvero uno più bello dell'altro; le due case editrici che mi preme segnalarvi perché non avevo mai preso nulla da loro sono Gallucci e Il Castello (che riunisce al suo interno altre case editrici); di quest'ultima in particolare, trattasi di due libri per il compleanno di VV, avrò modo di parlarvene non appena glieli avremo regalati, così avrete anche le sue impressioni.

Che dite, è stato un ricco Salone? Io direi proprio di sì!


venerdì 22 aprile 2016

Reader Essentials


Domani è la Giornata Mondiale del Libro. Le iniziative si sprecano, gli inviti a leggere anche, del mio amore per i libri e per la lettura ve ne ho parlato fino alla nausea. Oggi voglio parlarvi del contorno della lettura, di oggetti frivoli, forse inutili ma proprio per questo indispensabili; così come a un piatto di cucina basta un ingrediente in più per renderlo superlativo, anche come e con cosa leggiamo può avere il potere di rendere ancora più speciale un libro.
Sono tutti oggetti di persone fisiche o realtà che seguo su Instagram, a parte la tazza, tutti completamente made in Italy, la qual cosa li rende ancora più di qualità. Ed è proprio di questo che ultimamente voglio circondarmi: talento, originalità, eccellenza e di entusiasmo, incarnato da questi artigiani e creativi.
Gli indispensabili di ogni lettore:
Una tazza per mantenere l'idratazione perché, si sa, quando un libro prende non ci si alzerebbe mai dalla poltrona.


Un portapenne per avere sempre a portata di mano una matita, per sottolineare i passaggi che ci colpiscono.


Un taccuino per trascrivere le frasi più belle o le perle di un autore.


Un segnalibro perché, se siete come me, amate poter toccare con mano a che punto del libro siete.


Una custodia per proteggere i nostri dispositivi elettronici perché, anche se amanti irriducibili della carta, siamo scesi a patti con la tecnologia per non venire sommersi da una montagna di tomi.


Facciamoci un regalo!

Tazza = BookRiot
Astuccio ...zzi miei = Funky Mama
Taccuino Oyster = Zelda Was a Writer
Segnalibro = thelapisu
Custodia I-Pad Mini = Pretty in Mad

(Photocredit: tutte le foto che ho utilizzate provengono dai siti dei produttori e sono di loro appartenenza. Rimango a disposizione nel caso ritenessero ne abbia fatto un uso improprio)