venerdì 12 febbraio 2016

The Wild Rose

Sometimes hidden from me
in daily custom and in trust,
so that I live by you unaware
as by the beating of my heart,

Suddenly you flare in my sight,
a wild rose blooming at the edge
of thicket, grace and light
where yesterday was only shade,

and once again I am blessed, choosing
again what I chose before.

Wendell Berry

Qualche volta a me nascosto
nella consuetudine quotidiana e nella fiducia,
così che io vivo al tuo fianco inconsapevolmente
come con il battito del mio cuore,

Improvvisamente risplendi nel mio sguardo,
una rosa selvatica che fiorisce al limitare del bosco, grazia e luce,
dove ieri vi era solo ombra,

e ancora una volta sono benedetto, scegliendo
ancora ciò che scelsi prima.


All'amore che si riscopre, ogni giorno, a quello che scelgo da ormai quindici anni e quello che ci ha scelti da quasi tre anni.

mercoledì 10 febbraio 2016

Bird by Bird


E' una bellissima mattinata, il sole splende, gli uccelli, cinguettano, il vento gioca con le foglie; un uomo passeggia tranquillamente per la strada quando qualcosa lo colpisce, il passo si blocca, il corpo irrigidito, sul viso un'espressione tra lo sconcerto e lo stupore. Il tempo di scuotersi e l'uomo si precipita a casa, accende il pc e si mette a pigiare sui tasti: quell'uomo è uno scrittore e sta scrivendo il suo libro.
Oppure: una stanza tappezzata di libri, così tanti volumi che ingombrano anche il pavimento, il piccolo divano sotto la finestra e parte della scrivania nell'angolo. Una donna entra con in mano una tazza di tè o caffè destinata a raffreddarsi rimanendo imbevuta, si siede al tavolo e incomincia a scrivere, scrivere, scrivere... a tratti alza la testa, lo sguardo perso, per poi riprendere subito dopo. Questa donna è una scrittrice e sta scrivendo il suo romanzo.
Un po' ridendo, un po' scherzando, ma anche un po' seriamente, me lo sono sempre immaginato così l'atto di scrivere: un'urgenza interiore, una voce che ti parla e che ti chiede di mettere per iscritto quello che ti sussurra, un atto misterioso che non si può imparare, non si può insegnare ma solo fare. Un mistero, appunto.
Invece un giorno incontri un libro e quel libro ti apre le porte di quel mistero, alza il velo e ti fa vedere come fare, ti fa pensare che potresti farlo anche tu, che ci potresti provare almeno, o almeno sapresti da che parte incominciare, così, per scherzo, un giorno che non hai niente da fare.
Un libro che ti fa vedere che scrivere è dannatamente serio, che ti conferma che è dannatamente difficile, che richiede un forte impegno e un'ancora più forte forza di volontà; non è affatto uno scherzo, non è affatto un mistero, è vivere, per quanto misteriosa sia la vita.
Writing can get you to start paying attention, can help you soften, can wake you up...If you are a writer, or want to be a writer, this is how you spend your days – listening, observing, storing things away, making your isolation pay off. You take home all you've overheard, and you turn it into gold. (Or at least you try)
(Scrivere ti obbliga a prestare attenzione, ti aiuta a commuoverti, ti risveglia... Se sei uno scrittore, o vuoi esserlo, così è come trascorri i tuoi giorni – ascoltando, osservando, mettendo da parte, facendo in modo che il tuo isolamento ti renda. Porti a casa tutto quello che hai ascolta e lo trasformi in oro. O almeno ci provi.)

Anne Lamott in “Bird by Bird. Some Instructions on Writing and Life” non affronta solo il lato poetico dello scrivere ma si sporca le mani e affronta tutti i passaggi di questo atto: da come si delineano i personaggi, come si scrivono i dialoghi, come si crea il paesaggio, come si maneggia una trama, l'importanza di avere qualcuno che legga il tuo manoscritto, come si supera il blocco dello scrittore, che cosa significa davvero essere pubblicati e tanti altri aspetti di questo lavoro che, almeno per me, rimanevano oscuri, appunto misteriosi. E' la prima volta che leggo un libro che spiega in modo dettagliato, chiaro e molto divertente che cosa significa scrivere e, facendolo, ti da anche lezioni di vita.
Anyone who wants to can be surprised by the beauty or pain of the natural world, of the human mind and heart, and can try to capture just that – the details, the nuances, what is. If you start to loook around, you will start to see... That kind of attention is the prize.
(Chiunque lo voglia può provare meraviglia di fronte alla bellezza della natura o al suo dolore, di fronte alla mente umana e al suo cuore, e può provare a catturare tutto ciò – i dettagli, le sfumature, tutto. Se incomincia a guardarti attorno, incominici a vedere... Quel tipo di attenzione è il premio.)

E la parte più importante di tutto non è essere pubblicati, ma scrivere.
Writing has so much to give, so much to teach, so many surprise. That thing you had to force yourself to – the actual act of writing – turns out to be the best part. It's like discovering that while you thought you needed the tea ceremony for the caffeine, what you really needed was the tea ceremony. The act of writing turns out to be its own reward.
(Scrivere ha molto da darti, molto da insegnarti, così tante sorprese. Quella cosa che devi obbligarti a fare – l'atto di scrivere – si rivela essere la parte migliore. E' come scoprire che mentre pensavi avessi bisogno della cerimonia del tè per avere un po' di caffeina, quello di cui avevi realmente bisogno era la cerimonia del tè. L'atto di scrivere si rivela essere la proprio ricompensa.)

Viene proprio voglia di compiere questo rituale, tutti i giorni, bird by bird, un passo alla volta.

lunedì 8 febbraio 2016

La vita, ultimamente 16


A gennaio ci siamo dati da fare, non si può proprio dire che siamo rimasti con le mani in mano; speriamo che il famoso chi ben comincia è a metà dell'opera si riveli veritiero.
In una soleggiata domenica pomeriggio abbiamo inaugurato il nostro nuovo abbonamento musei; abbonamento che abbiamo sempre fatto per tanti anni e che poi l'anno scorso, per pigrizia forse, non abbiamo più rinnovato. Ci è mancato, però, questo peregrinare per musei e, anche se non siamo esperti in materia, pensiamo sia un ottimo modo per allenare la mente e gli occhi al “bello” e da cui prendere spunto per le attività di VV.
La prima mostra che abbiamo visto è stata “Matisse e il suo tempo. La collezione del Centre Pompidou”, presso Palazzo Chiablese di Torino fino al 15 maggio. Nessuna lezione per VV se non la libertà di vagare per le sale, soffermarsi a guardare i quadri che più la attiravano o semplice domande come “Che cosa vedi in questo disegno?”. Alla mostra abbiamo scoperto che si può disegnare facendo solo dei semplici puntini e tornati a casa, la sera, ci siamo subito messi all'opera. VV si è entusiasmata tantissimo per questa attività a tre!


Dopo l'album delle foto, finalmente ho stampato le immagini per le cornici comprate non so quanti secoli fa e mai appese; attività che non mi ha portato via molto tempo e che mi ha confermato si trattasse solo di pigrizia da parte mia. Sono molto soddisfatta del risultato, soprattutto per quanto riguarda le foto di VV: mi piace molto l'effetto creato dall'angioletto con la sua iniziale e la sua prima candelina di compleanno. Per realizzarle ho comprato delle semplici cornici Ikea (queste) che sono profonde abbastanza per permettere l'inserimento di piccoli oggetti. L'idea, invece, l'ho copiata da mia cognata.


Altri progetti sono invece ancora solo in bozza, come quello sulla cucina. Tranquilli, questo non sta per diventare un food blog, semplicemente voglio rivedere il nostro approccio al cibo di tutti i giorni e la pianificazione dei pasti, ve ne parlerò non appena riuscirò a metterlo in atto. Per ora è aumentata in maniera esponenziale la produzione di dolci fatti in casa.


Ma la grande novità di questo 2016 è un bellissimo corso che mi ha regalato (che ve lo dico a fa...) mio marito per Natale. Sono così felice che nessuno dei due stia rispettando l'accordo “niente regali a Natale”! Mai avrei pensato di varcare le porte della mitica “Scuola Holden” fondata da Alessandro Baricco, considerata una sorta di tempio dalla sottoscritta. Inutile dirvi che il mercoledì è diventato il mio giorno preferito della settimana; ve ne parlerò quanto prima, non appena l'emozione mi permetterà di mettere in fila due parole che abbiano senso!


venerdì 5 febbraio 2016

Spark Joy!


Marie Kondo, o si ama o si odia. Deve esserle giunta voce e si è affrettata a scrivere un secondo libro, per dimostrare che non è così severa, estrema e freak control come molti credono...
Questo libro non avrei dovuto leggerlo, secondo quanto premesso dall'autrice (allora Marie, vedi che sei rigida...) perché pur avendo letto “Il magico potere del riordino” non l'ho mai messo in pratica, almeno non completamente... (E comunque, Marie, tranquilla, non mi hai spaventata anzi, hai confermato ancora di più quello che pensavo in merito).
Visto che non sono stata alle regole con il primo, tanto vale non esserlo neanche con il secondo, “Spark Joy”, mi sono detta e così, soprattutto, l'ho letto in anteprima per voi, non essendo ancora tradotto e pubblicato in Italia.
Di che cosa si tratta in questa seconda pubblicazione? E' una guida illustrata, una raccolta di know-how del metodo KonMori, una sorta di enciclopedia del riordino; in questo volume l'autrice scende davvero nei particolari e illustra categoria per categoria come affrontare la selezione degli oggetti che vi danno gioia e come poi metterli a posto, come potete vedere in questa parte di indice:


Questa è stata la parte che mi ha annoiata di più, forse perché non interessata al momento ad affrontare il suo metodo, anche se sono stata contenta di vedere come si dovrebbero piegare i vestiti secondo Marie Kondo, perché con il primo libro non l'avevo capito. (Per me è no, grazie, continuo come ho sempre fatto)


Parte che si può comunque leggere velocemente se non saltare o affrontare in base alle categorie che interessano in quel momento (a vostro rischio e pericolo, però, perché uno dei capisaldi di questo metodo è quello di seguire uno specifico ordine durante il processo)


Marie però si è addolcita e lei stessa ammette che ognuno di noi deve trovare il proprio metodo per riordinare e liberarsi delle cose che non ci danno più gioia. Ed è proprio questo concetto che, forse, durante la lettura del primo libro mi era sfuggito: bisogna concentrarsi su quello che vogliamo tenere nella nostra vita, piuttosto che su quello di cui vogliamo liberarci.
E' una preziosa opportunità per imparare, per confrontarti con te stesso, un' occasione che ti permette di ridefinire il tuo rapporto con ciò che possiedi e di creare lo stile di vita che più ti da gioia...
Gli oggetti fanno parte di noi... La tua mente determina il valore di quello che possiedi... Mettere in ordine la tua casa significa mettere in ordine la tua vita e prepararti per il prossimo passo...
Anche se non sono al momento interessata ad affrontare il suo metodo, pur continuando con il decluttering (metodo che comunque io consiglio ha chi sente il bisogno di dare uno scossone alla propria vita, secondo me funziona se seguito alla lettera), la lettura di questo libro ha confermato il mio intento nel cercare gioia tutti i giorni della mia vita, in tutti i campi: tra le cose che faccio, come le faccio, gli oggetti che possiedo e l'uso che ne faccio, ad esempio.
Come scrive Marie Kondo stessa, quello che più ci da gioia è apprezzare la vita di tutti i giorni, non darla per scontata e
Se lo fai indossando scarpe che ti danno gioia, è certo che ti condurranno a un futuro più luminoso.

mercoledì 3 febbraio 2016

Un guardaroba quattro stagioni


Tutti i nostri amici di vecchia data non hanno figli o chi li ha abita dall'altra parte dell'oceano così, quando è nata VV, a molti che mi chiedevano di cosa avesse bisogno io rispondevo «Vestiti!». (In realtà abbiamo ricevuto anche tanti regali utili, dal trio al seggiolone passando per le lenzuola, ma questa è un'altra storia) Non vi dico che festa, poco dopo la sua nascita, aprire tutti quei pacchettini contenenti abitini che sembravano fare a gara in piccolezza e bellezza. Festa che è durata molto poco, soprattutto quando ho realizzato che molti di questi abiti li ha indossati una volta e alcuni neppure una.
Non sono amante degli sprechi, soprattutto se una cosa mi piace e mi rendo conto di non avere fatto in tempo ad usarla; considerato poi che VV non riceve regali in continuazione, la questione vestiti, il costo e come sfruttarli il più possibile mi ha impensierita da subito. Ho pensato quindi potesse essere di interesse per le mamme, future mamme, ma anche a chi deve fare un regalo, sapere qual'è la soluzione che ho escogitato e che per ora funziona con ottimi risultati. Vestiti per bambini sfruttati per più stagioni? Ora vi dimostro che si può!

Saldi, saldi, saldi!

A parte bisogni non calcolati, il 99% degli abiti per VV li ho sempre comprati e li compro tutt'ora durante le svendite di fine stagione. T-shirt, magliette a maniche lunghe, camicette, felpe, calze, body, ecc. sono abiti che si trovano durante tutte le stagioni; non essendo una maniaca della moda non ho nessun problema a comprare abiti delle vecchie collezioni. Ad esempio questo è il momento per comprare il piumino per il prossimo inverno! Io ho anche comprato il pigiama, come vi ho raccontato qui.

On Line!

Se c'è un posto poi dove le stagioni non sono più quelle di una volta è internet. Quasi tutte le marche hanno uno shop on-line e sui loro siti potete trovare abbigliamento di tutti i tipi, per tutte le occasioni e per tutte le temperature. Spesso poi fanno svendite anche al di fuori dei canonici periodi di saldo, vi consiglio di controllare regolarmente la pagina saldi.

Pensate in grande!

Questo è stato il mio primo escamotage in assoluto: comprare vestiti di una taglia più grande. Alle volte anche di un anno e mezzo più grande... Non lasciate che siano i vestiti a restringersi sui vostri bambini ma quest'ultimi a crescerci dentro. Maglie, magliette e pantaloni si possono risvoltare; i bambini non crescono in larghezza ma solo in altezza, prima di archiviare un capo di abbigliamento, provateglielo: così facendo ho scoperto che i leggings dell'anno prima questa estate VV li ha usati come pantaloni al ginocchio e vi posso assicurare che non le stavano per niente stretti.


Ci credereste se vi dicessi che i pantaloncini che indossa nella foto qui sopra sono taglia 6 mesi?! VV quell'età l'aveva a Natale, se avessi guardato solo l'etichetta non li avrebbe mai indossati e invece li abbiamo usati per ben due estati di seguito! Per le femminucce poi, i vestiti di un'estate possono diventare quella seguente delle magliette. Guardate la foto qui sotto:


Così facendo non solo è un gran bel risparmio e possiamo sfruttare di più gli abiti in nostro possesso ma, soprattutto, abbiamo la gioia di indossare ciò che più ci piace ancora e ancora e ancora! Sbizzarritevi, provate diverse soluzioni e vedrete che troverete quella più adatta a voi e al vostro bambino; così facendo, vedrete, gli abiti non andranno più sprecati e proverete la soddisfazione di logorarli!

P.S. VV è una bambina sana che cresce rispettando perfettamente le percentuali previste dalle tabelle di crescita. Ora veste una taglia... 4 anni! ;-)

lunedì 1 febbraio 2016

Pesciolino Photo Album


Diversi anni fa, quando sbocciò in me la passione per la fotografia, mio fratello e mia cognata mi regalarono un bellissimo album completamente fatto a mano: carta ruvida, velina, una bellissima fantasia e una fattura artigianale di valore.


Uno di quei regali così belli che fin da subito sai che terrai da conto perché un album così non può che conservare dei ricordi preziosi. Non lo dissi a nessuno, forse non ebbi il coraggio di sussurrarlo nemmeno a me stessa, lo misi da parte sperando e augurandomi che un giorno, quell'album, sarebbe diventato il custode delle foto di nostro figlio.


I sogni, a volte, si realizzano e così, finalmente, delle foto sono andate ad abitare quell'album prezioso; tra quelle pagine vivono i ricordi della mia gravidanza, quando VV era ancora solo Pesciolino, per poi arrivare al grande giorno, il momento più emozionante in cui, io ad occhi chiusi, sentii la voce dell'ostetrica annunciare: «E' Vittoria!». Se mi concentro, sento ancora quella voce risuonare nelle mie orecchie e mi commuovo.


Vittoria cresce e tra queste pagine ci sono tutte le sue avventure e disavventure, il primo Natale, il S. Battesimo, i suoi giochi preferiti, i libri, gli amici e i cuginetti, la prima pappa, i primi passi. Non ho mai tenuto un diario per lei, ci ho provato ma non ci sono riuscita, ma questo è comunque il mio racconto per lei, sotto forma di fotografia, dei suoi primi anni di vita.


Un' altro dei buoni propositi di quest'anno è completare l'album, perché sono ancora molto indietro con le foto da scegliere, stampare e poi attaccare. Così come sono ancora molte le cornici che ho comprato che aspettano una fotografia e poi di essere appese al muro. Ce la farò, ce la farò...
Spero un giorno le piaccia, così come sta piacendo a me testimoniare giorno per giorno il suo cammino, impreziosirlo con frasi, adesivi e nastri colorati. Non mi stanco mai di sfogliarlo, così come non mi stancherò mai di fotografare VV.

venerdì 29 gennaio 2016

Madame Chic


A settembre 2015 avevo espresso l'intenzione di sentirmi regina tutti igiorni, cercando di circondarmi di cose belle, facendo sì che ogni giorno fosse speciale partendo dalle piccole cose, incominciando prima di tutto dalla cura di me stessa. Ci sono riuscita? Non sempre, ci sono stai giorni buoni e giorni meno buoni, ma è un percorso, da vivere giorno per giorno, con i suoi alti e con i suoi bassi.
Ho sperimentato in prima persona l'impatto che può avere su di me e sulla mia giornata il fatto di spendere quei cinque minuti in più la mattina per vestirmi e truccarmi con cura, anche se non ho in programma di uscire: quando ha citofonato il corriere, o la vicina di casa ha bussato, mi sono sentita meno casalinga disperata; nel momento di sconforto per qualcosa andato storto, mi è capitato di guardarmi alla specchio e, almeno l'immagine di me che rifletteva in quel momento, mi è piaciuta anche se tutto il resto era da dimenticare.
Che sia un rossetto, un vaso di fiori, una musica che mi piace, una nuova penna da usare per gli appunti, sto continuando a sforzarmi per cercare il bello in tutto quello che faccio; sento che c'è del buono in questa strada. Possono sembrare tutti atti superficiali, eppure riescono nel loro piccolo a raggiungermi nel profondo: continua ad essere un periodo complicato per me, di ricerca spasmodica, di fantasmi del passato che cercano di riportarmi indietro, la mia mente è in moto, il mio animo in subbuglio, devo ricordarmi di respirare, di rallentare il passo. Devo ricordarmi che la vita è bella, pienamente bella, che sono io che devo cercarla questa sua bellezza e sono infiniti i posti dove posso trovarla ma, soprattutto, la bellezza la posso anche creare. E' un esercizio continuo e costante, fino a quando non diventerà naturale, parte di me.
Tutto ciò che mi può aiutare in questo percorso è benvenuto; ad esempio mesi fa ho scoperto tramite instagram il blog di un'americana “The Daily Connoisseur" a cui mi sono subito appassionata. Apprezzo come scrive ma soprattutto i suoi video in cui ho modo, non solo di esercitare il mio inglese, ma anche di ripassare i principi in cui credo: le buone maniere, la buona educazione, la cultura e la lettura. E poi i suoi modi così pacati hanno il potere di calmarmi, mettermi di buon umore e farmi ripartire con nuovo slancio nei miei buoni propositi. Jennifer L. Scott è alla pubblicazione del suo terzo libro, “Polish your poise with Madame Chic” per ora non ancora tradotto, ma i primi due sì: “Le lezioni di Madame Chic” e “L'eleganza del riordino”. Ho terminato da poco di leggere il primo, una lettura molto scorrevole e graziosa in cui, concordo con alcuni detrattori, non dice nulla di nuovo per noi europei rispetto forse alla cultura americana. Ma allora perché non mettere in pratica questo savoir vivre che conosciamo così bene? Perché uniformarci a modelli di vita che ci portano alla deriva, in quella che sembra una gara verso il cattivo gusto, la maleducazione e sì, non esagero, l'ignoranza?
A Parigi ho imparato molte lezioni, ma la più profonda di tutte è vivere con passione. Ogni dettaglio della nostra vita può diventare eccezionale, se glielo permettiamo. Dipende da noi. Una vita piena di risate, amicizia, arte, impegno intellettuale e gioia può essere straordinaria. Ogni giorno, quando vi alzate dal letto, potete scegliere se limitarvi a esistere o se vivere con passione, essere sempre presenti nella vostra vita, rubare qualcosa a ogni situazione, bella o brutta.