venerdì 26 dicembre 2014

Let's get personal! - Style -


Quale miglior momento delle vacanze natalizie, in cui si è già satolli di cibo e impegni e in cui si ha solo voglia di leggerezza, per incominciare a parlarvi un po' più di me e a rispondere ad alcune delle curiosità che avete espresso. Incominciamo dall'abbigliamento.
Da quando è nata VV e da quando ho deciso di fare la mamma a tempo pieno le mie esigenze sono cambiate, un po' per adeguarmi al mio nuovo ruolo e un po' per non rischiare di cadere nella sciatteria più totale, rischio che si corre stando la maggior parte del tempo a casa.
Con una bambina piccola, salvo impegni già programmati e fissati, le giornate sono vissute minuto per minuto e l'imprevisto è sempre dietro l'angolo; potresti ritrovarti a dover uscire il prima possibile e a non avere il tempo di prepararti adeguatamente. Una bimba che non ne vuole sapere di dormire, oppure molto irrequieta e un pomeriggio che diventa improvvisamente lungo, troppo lungo da passare interamente in casa: una passeggiata, una gita al museo, un'ora ai giardinetti sono un'ottima ancora di salvezza. Vi sfido però a vestirvi con la suddetta bambina in preda alla rugna e al sonno. Meglio farsi trovare preparati.
Sto quindo rivedendo un po' il mio guardaroba, ho bisogno di capi comodi che mi permettano di giocare e correre, che siano comunque più carini ed eleganti di una semplice tuta e che siano anche resistenti ai molti lavaggi (i bambini sporcano, soprattutto la mamma!) I tacchi, purtroppo, pur piacendomi ancora molto, li riservo alle occasioni speciali; ora, con il clima invernale, trovo molto comodi dei semplici Bikerboots, rigorosamente bassi o con poco tacco, o delle Sneakers.
Qui di seguito alcuni acquisti che ho fatto recentemente più alcuni capi similari a quelli già in mio possesso, in attesa trepidante dei saldi!



1- Felpa oversize / H&M
2- Sciarpa / H&M
3- Jegging basic / Zara
4- Sneakers / H&M
5- Collana / Accessorize
6- Maglia Kid Mohair / Zara
7- Stivali biker / H&M
8- Leggings / Intimissimi



mercoledì 24 dicembre 2014

Il mistero del Natale


La Luce guardò in basso e vide le Tenebre:
Là voglio andare”
disse la Luce.

La Pace guardò in basso
e vide la Guerra:
Là voglio andare”
disse la Pace.

L'Amore guardò in basso
e vide l'Odio:
Là voglio andare”
disse l'Amore.

Così apparve la Luce
e risplendette.
Così apparve la Pace
e offrì riposo
Così apparve l'Amore
e portò vita;
questo è il mistero del Natale.

                    1. Hausman

Vi auguro un Natale di Luce, Pace e Amore. Francesca


lunedì 22 dicembre 2014

Una stellina d'argento


Quando i nazisti occuparono la Norvegia, la Pederson fece da guida a un gruppo di profughi, tra i quali molti ragazzini, in fuga nel cuore dell'inverno attraverso le alte montagne che dividono la Norvegia dalla Svezia. Poiché la scalata era difficoltosa ed era vitale compierla nel più breve tempo possibile, tutti avevano dovuto portare con sé solo il poco bagaglio che erano in grado di reggere sulle spalle. Quei profughi non erano alla loro prima esperienza di fuga, giacché molti di loro erano scappati pochi anni prima dalla Germania e dall'Austria...: sapevano quindi che cosa significa dover abbandonare tutto quello che si possiede per portare solo lo stretto necessario. Si fermarono, per riposare e mangiare qualcosa, solo dopo essersi messi in salvo oltre il confine svedese. Consumate le scarse provviste portate con sé, negli zaini dei bambini era rimasto ben poco. Guardando per caso nel sacco di uno dei bambini, Stefi Pederson vide tra le poche povere cose che vi erano contenute una stellina d'argento, di quelle che si appendono all'albero di Natale...
Guardò anche negli altri zaini e in tutti trovò decorazioni natalizie da pochi soldi, stelle e campane di cartone ricoperte di carta argentata. Erano quelle le cose che quei bambini avevano scelto di portare con sé dalla Norvegia, a preferenza di qualunque altro bene. Stefi Pederson ne concluse che si erano portati via quei simboli di un passato felice perché essi soltanto avrebbero potuto irradiare una luce di speranza dentro la buia angoscia di un viaggio verso l'ignoto. E quelle stelline da pochi soldi, simboli della felicità vissuta un tempo nelle loro case in compagnia dei loro cari, alleviavano il senso di solitudine e di impotenza e tenevano viva la speranza...
I bambini cercavano e trovavano conforto in qualcosa che rammentava loro, è vero, una felice ricorrenza trascorsa in compagnia dei genitori, ma che al tempo stesso simboleggiava una potenza più alta, superiore anche ai genitori... per quanto disperata fosse la situazione del momento, quelle decorazioni natalizie sembravano assicurare a quei bambini che ci sarebbe stato di nuovo, nella loro vita, un albero di Natale.

Bruno Bettelheim

 


giovedì 18 dicembre 2014

La Bridget Jones dell'editoria


Annosa questione: scrivere o no di un libro che non mi è piaciuto? Chi sono io per stroncare un autore? Dopo aver letto una serie di articoli e post interessanti, che mi avevano fatto riflettere molto sull'argomento “critica”, almeno un paio di anni fa ero giunta alla conclusione di non avere l'autorità per dare un giudizio negativo (ma chi ce l'ha?) e avevo così deciso che se un libro non fosse stato di mio gusto, avrei semplicemente evitato di parlarne nel blog. Ma non sono mai molto convinta di questa mia decisione...
Prendiamo ad esempio il libro che ho appena finito, non gli darei la sufficienza, mentre lo leggevo definivo la protagonista una Bridget Jones del mondo editoriale, venuta maluccio però, non proprio riuscita ecco. Però se un editore ha deciso di pubblicarlo, ci avrà visto qualcosa no?, soprattutto se poi ci mette un bel 18,50 euro come prezzo di copertina alla prima edizione, più caro di un premio Nobel, Alice Munro per fare un esempio recente.
Per curiosità ho digitato il nome dell'autrice su Google e ho scoperto questo: è il primo di una serie di quattro romanzi. Quattro, capite? Non si sono fermati al primo... Ma allora piace, sono io che non capisco niente!
A parte gli scherzi, “La favolosa (doppia) vita di Isabel Bookbinder” si fa leggere (che è già un buon traguardo) e sono anche convinta che a volersi impegnare a fondo, si potrebbe considerare una satira del mondo editoriale (scritta per adolescenti, però). Infine, se mentre leggevo Bridget Jones mi veniva voglia di bere birra, mangiare patatine e fumare, in questo caso morivo dal desiderio di comprarmi un quaderno e della cancelleria nuovi, che è sicuramente più sano.

Voi cosa ne pensate? Critica negativa si o no? Solo se ben argomentata o è giusto anche prendere in considerazione il semplice non mi è piaciuto?


lunedì 15 dicembre 2014

Nel mondo di Babbo Natale



E' andata così, un giorno ho pensato: “Vediamo se racconto la storia di Gesù Bambino e Babbo Natale a VV cosa succede...” Quando ho finito e VV mi ha detto: “Ancora” io mi sono completamente galvanizzata e in quel momento ho realizzato che mancava poco più di un mese a Natale: una frenesia si è impossessata di me! Mentre parlavo e descrivevo dentro di me nasceva l'urgenza di immagini; ad un certo punto, sprovvista com'ero e non avendo ancora tirato fuori le decorazioni, mi sono ritrovata a sfogliare i cataloghi e le pubblicità trovate nella buca da lettere! La mia prima preoccupazione è stata quella di dovermi procurare assolutamente un libro su Babbo Natale. Ma quale?
Il tempo stringeva, sapevo che se volevo iniziare a creare la magia del Natale, avrei potuto farlo solo attraverso dei racconti e un libro sarebbe stato di grosso aiuto. Peccato non avessi neanche un titolo segnato sul mio famoso quaderno e non sapevo a chi chiedere consiglio non avendo una libraia di fiducia.
Ho tentato la sorte su Amazon. Ho studiato minuziosamente le immagini delle copertine per capire se i disegni sarebbero piaciuti a VV, ho letto con attenzione le trame e le recensioni per valutare il livello di gradimento di chi aveva già acquistato. Sono stata fortunata, “Nel mondo di Babbo Natale” di Mauri Kunnas sta piacendo a tutta la famiglia!
Non è un libro adatto per l'età di VV, troppo lungo per essere letto mantenendo la sua attenzione, ma crescendo sono sicura che arriveremo ad apprezzarne anche la lettura. Per ora ci accontentiamo di godere dei disegni che sono bellissimi, ricchi e curati nei particolari, proprio come piacciono a noi, ogni volta scopri qualcosa di nuovo e non ti stanchi mai di sfogliarlo. In più abbiamo scoperto che Babbo Natale e i suoi aiutanti gnomi sono dei grandi amanti degli animali, per la gioia di VV che si diverte a cercare cani, gatti, topolini nascosti un po' ovunque; è anche sbocciato un nuovo amore: la renna!

E voi? Avete un libro del cuore di Natale?


martedì 9 dicembre 2014

Let's get personal!


L'altro giorno, sotto la doccia (insieme a quando stiro, o corro, anzi correvo, o passeggio da sola, è uno dei momenti in cui “penso” di più) riflettevo sul fatto che non vi conosco, non conosco chi mi legge. Non nel senso che non vi conosco di persona, anche se sarebbe bello, ma non so che cosa vi piace leggere in questo blog e che cosa vi piacerebbe leggere che non c'è o che trovate troppo poco e vorreste approfondissi di più. Non so se mi spiego...
Ad esempio, non so per quale motivo, ma do per scontato che chi passa di qui non abbia figli e così sono portata a non parlare molto delle letture che faccio per, con e su i bambini. Mi auto censuro, in un certo senso e secondo me faccio male. Questo è solo un esempio, gli argomenti che non tratto sono infiniti per la verità.
Un'altra cosa che non so bene come gestire è la mia privacy. Sono una persona molto riservata per natura ma mi rendo conto che, alle volte, la mia riservatezza arriva al punto di danneggiarmi. Altre volte invece prevale l'impulso, poi mi pento e mi chiudo ancora di più a riccio. Così mi domandavo se vi piacerebbe conoscermi un po' di più e nello specifico che cosa vorreste sapere di me, che cosa vi incuriosisce, anche che cosa vi indispettisce perché no, si impara di più da una critica che da un complimento.
Insomma, tutta questa introduzione ingarbugliata per chiedervi di farmi delle domande, qualsiasi (anche il mio gusto preferito di gelato... cioccolato fondente) o di suggerirmi argomenti, questioni, campi, generi di libri su cui vi piacerebbe scrivessi qualcosa. Sentitevi liberi, senza limiti di tempo; l'unico rischio che correrete sarà quello che potreste non ricevere risposta, se riterrò la domanda troppo troppo personale. Dal canto mio, prometto che proverò a sbottonarmi un po' di più!