venerdì 6 marzo 2015

Let's get personal! #vitasegretadiunablogger


C'è un'usanza tra le youtuber (cioè le proprietarie di canali su youtube), creare dei tag sul alcuni argomenti: cosa c'è nella mia borsa, preparati con me, il mio trucco di tutti i giorni e altre amenità varie. In questi giorni uno di questi è stato modificato per chi invece possiede un blog e mi è sembrato carino prendervi parte, anche se non sono stata taggata da nessuno (se non sapete che cosa significa taggare, dovete leggere fino in fondo al post... :-) )
Qui di seguito le mie risposte, mettetevi comodi perché sono stata un po' prolissa. Spero lo troviate di vostro interesse.

martedì 3 marzo 2015

Il tuo amore

Come spazi tu nella mia mente.
Sei un sarto che cuce e ricuce
le mie speranze
e dopo non lasci niente per terra.
La prova del tuo amore?
E' solo l'aria che si respira.

Alda Merini
Buon tretre, amore mio.

lunedì 2 marzo 2015

Diamo i voti


Febbraio, non me ne volere, ma sono contenta che tu sia finito. Non mi aspettavo nulla da te, a maggior ragione quindi, non sento di essermi meritata il trattamento che ho ricevuto. Non offenderti se ti faccio notare che, navigando in lungo e in largo su internet e alcuni social network, ho come avuto l'impressione che tu non goda di ottima fama. Pensaci e riflettici su...
Per carità, mi rendo conto di essere l'ultima persona al mondo a poter dare consigli, visto e considerato che inciampo sempre negli stessi errori ma, proprio per questo, chi meglio di me può capirti? Non abbatterti, hai un anno di tempo per cambiare, in meglio.
Personalmente, se mi dovessi dare un voto, mi darei la piena sufficienza. Ho, comunque e nonostante tutto, tenuto botta, come dicono i gggiovani. Non ho saltato neanche un appuntamento col blog e di questo sono contentissima! Ho, in questi ultimi giorni, dovuto cedere allo sfogone personale ma, sinceramente, non so fare altrimenti; non riesco a fingere che tutto vada bene quando non è così. Ammetto, inoltre, che spesso lo faccio volutamente: scrivere mi aiuta a mettere in ordine i miei pensieri e, quando questo non è sufficiente, ci pensate voi con i vostri preziosi pensieri, suggerimenti e incoraggiamenti. Grazie, grazie e ancora grazie!
Benvenuto marzo! Anche da te non mi aspetto nulla, tranquillo; qui si cerca di navigare a vista e di vivere alla giornata. Tu, per favore, metticela tutta per essere te stesso, pazzerello e imprevedibile come solo tu sai fare, e portaci per mano incontro alla primavera, ce n'è un gran bisogno.
Pronti, partenza, via!

venerdì 27 febbraio 2015

Link a Book 7


Ho voglia di ascoltare «...il passo breve delle cose...» nella poesia di Alda Merini, per accompagnare il mio bisogno di lentezza, avvolta nel caldo abbraccio delle parole di “The Able Scarf”, una sciarpa dal nome bene augurante.

Un augurio e un fiore di poesia, nell'attesa di sbocciare e della primavera. 
Vi auguro un buon fine settimana, Francesca

mercoledì 25 febbraio 2015

Reading the World


Viaggiare è un buon antidoto contro la depressione o per i periodi più bui e grigi delle nostre esistenze. I benefici cominciano ben prima della partenza, durante la pianificazione del viaggio, anzi, forse sono perfino maggiori durante questo sogno ad occhi aperti che durante il soggiorno in se. Spesso non serve andare tanto lontano e sono sufficienti pochi giorni per cambiare aria e tornare rigenerati.
Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto.
Sant' Agostino
Altrettanto spesso si usa la frase che non c'è miglior mezzo di un libro per portarti lontano. Inoltre è più facile iniziare la lettura di un romanzo che un viaggio in carne ed ossa. Peccato che non si approfitti mai pienamente della libertà che ci regalano i libri di visitare il mondo e si tenda a ritornare sempre negli stessi luoghi.
Sapete quanti sono gli stati del mondo? 196. Quanti di questi avete visitato grazie a un autore e un libro? Ecco la mia lista, scritta di getto senza consultare il mio quaderno dei libri letti finora.

Afghanistan, Australia, Austria, Brasile, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Inghilterra, Irlanda, Israele, Italia, Russia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera... per un totale di 20.

Forse ho visitato/letto anche altri paesi, ma non ricordo. Comunque il numero non cambierebbe di molto: sono pochi, molto pochi, pochissimi. Mi piacerebbe questo numero aumentasse, potrebbe essere un'altra sfida per il 2015 oltre alla mia Reading Resolutions di inizio anno.
Ann Morgan questa sfida l'ha presa molto seriamente e ha raccontato la sua avventura attraverso la letteratura di tutto il mondo nel suo blog, “A year of reading the world”. Proprio in questi giorni è uscito anche il libro, che porta il nome del blog, ma approfondisce l'argomento come lei stessa spiega qui:
I wanted to explore how reading the world can remake us as people and challenge the assumptions that we all grow up with, wherever we’re from. And I wanted to examine why storytelling matters to us and how it has shaped the lives of many of the people I encountered during my quest.
(Ho voluto esplorare come leggere il mondo può trasformarci come individui e pormi come sfida l'ipotesi che cresciamo tutti assieme, indifferentemente dalla nostra provenienza. E ho voluto analizzare perché la narrazione è così importante per noi e come ha dato forma alle vite delle molte persone che ho incontrato durante la mia ricerca)

All'interno del blog trovate anche un'utilissima lista di alcuni libri per ogni stato del mondo, così da avere già dei titoli se, come me, volete lanciarvi in questa avventura.
If you only read the books that everyone else is reading, you can only think what everyone else is thinking.
Haruki Murakami

(Se leggi solo i libri che leggono tutti gli altri, puoi solo pensare ciò che pensano tutti gli altri)

Quale sarà la nostra prossima meta? Preparate il passaporto.

lunedì 23 febbraio 2015

Doveva essere leggero

Avevo perso le speranze e mi ero rassegnata al fallimento/delusione e invece, con non so quanto ritardo, un bel giorno ho trovato nella buca delle lettere il libro dello swap libraio a cui avevo partecipato per Natale. Doppia felicità per il regalo ormai inaspettato! Non conosco ovviamente la persona che me lo ha inviato e non so neanche se ha un blog; peccato perché sarebbe stato un modo per scoprire qualcosa su di lei. Ho il suo indirizzo però e potrei sempre scriverle. Chissà se le farebbe piacere...
Che dire (scrivere) del libro? «Non è il mio genere» è di solito quello che penso quando mi capita sotto mano un romanzo come “Amore zucchero e cannella” di Amy Bratley. Ma l'affermazione sarebbe da analizzare visto che poi, spesso, quando finalmente ci metto mano (e il naso), questi libri li divoro in pochi giorni. Sono un ottimo intrattenimento e non richiedono molti sforzi; scrittura lineare, trame piacevoli. Forse da un libro mi aspetto un po' di più, anche che mi metta in difficoltà, o che mi scuota nel profondo, ma un po' di leggerezza non guasta alle volte.
Non pensavo inizialmente di scrivervene perché non mi aveva regalato grosse riflessioni ma, dopo le difficoltà di questi ultimi giorni, non smetto di pensarci.
La protagonista del libro è stata, quando aveva all'incirca otto o nove anni (non ricordo bene), abbandonata dalla madre e cresciuta dalla nonna materna. Che madre degenere, vero? Peccato che, nei momenti più neri della scorsa settimana, io abbia detto e ridetto, oltre ad averlo pensato in modo ossessivo, che me ne volevo andare. La mia mente non trovava altra soluzione. Non ce la facevo più, volevo gettare la spugna. Non l'ho fatto, ma questo è sufficiente a rendermi una madre migliore? Non sono sicura che la risposta giusta sia affermativa. E' questo che non riesco a smettere di domandarmi. Una persona può fare molti danni andandosene ma altrettanti anche rimanendo.
E' dal corso pre-parto che me lo sento ripetere: di come i bimbi siano delle spugne e che assorbano tutto quello che hanno attorno. Ma realizzare da sola che VV è felice se io sono felice mi ha messa molto paura addosso. Spesso non lo sono, quanto male farò alla mia bambina? Sarò in grado di fare in modo che il conto sia sempre in pari, che i piatti della bilancia non pendano da una parte sola, soprattutto quella sbagliata? Come farò fronte alle responsabilità legate alla crescita di mia figlia?
Queste e altre milioni di domande che trovo particolarmente difficili in questo periodo, da un libro che doveva essere leggero...

venerdì 20 febbraio 2015

Nemmeno immaginavi


Una volta tenevo un diario. Ora, con qualche censura in più (ma neanche tanta), questo blog è il mio diario. Mi dispiace continuare a triturarvi gli zebedei con le mie paranoie mentali; voi siete così tanto carini da dirmi che questa è casa mia e posso fare quello che voglio, poi però non dovrei stupirmi se il campanello tace e non mi viene più a trovare nessuno...
E' stata una settimana difficile, con pochi alti e tanti bassi. Più volte ho desiderato andarmene; l'ho fatto, una volta, tanto tempo fa e posso confermare che non funziona, non si può fuggire da se stessi.
Mi sono odiata e ho odiato il mondo, si, pure tu e tu. Mi sono sentita tremendamente sola, anche se continuavo a fare telefonate per lamentarmi.
Grazie a mio marito per essermi rimasto accanto e per avermi sopportato nei miei deliri. Grazie anche a te, mamma, per aver continuato a rispondere al telefono. Scusa VV per tutte le volte che ti ho detto in faccia che ero stufa e per averti urlato addosso. Non sono molto fiera di me stessa, per questo. Sto cercando di farmi perdonare con doppie razioni di baci e abbracci, sperando che sia sufficiente. Tu però, a volte, mi metti davvero a dura prova. Mamma non è così forte...
Tutto questo per dire che oggi il cielo mi sembra più sereno. E' questa è una cosa buona, vero?
Ma chi l'ha detto che i figli ti rendono più forte? Ti indeboliscono invece, ti rivelano posti colmi di paure che nemmeno immaginavi...

Marcello Fois