mercoledì 27 maggio 2015

Una blogger al Salone del Libro


In quanto autrice di un blog prettamente sui libri, quasi tutti gli incontri che hanno avuto luogo al Salone Internazionale del Libro di Torino sarebbero stati di mio interesse. Alcuni hanno però attirato la mia attenzione più di altri (ce ne sarebbero stati molti di più ma non mi è stato possibile prendervi parte, a causa dell'orario in cui si svolgevano).
Prima che blogger, infatti, sono una lettrice di blog e mi ha sempre incuriosita approfondire il lato social di internet di cui quest'ultimi sono parte. “Di cosa parliamo quando parliamo di libri nei social. L'editoria italiana tra strategie e posizionamento di marca” mi sembrava racchiudere in sé proprio questi due miei interessi: i social e i libri. Che cosa ho imparato da questo incontro:
  • i social (si è parlato principalmente di Facebook, Twitter, Instagram e Google Plus) sono un mezzo per farsi conoscere e per promuovere il proprio brand identity. E' un modo per entrare in contatto con i lettori, conoscerli e farsi conoscere, creando così un legame (fidelizzazione del cliente?)
  • per le case editrici che spaziano maggiormente tra generi diversi tra loro e lettori di età differenti, questo tipo di comunicazione richiede una maggiore flessibilità e un linguaggio che spazi su livelli differenti. A dispetto di quanto si creda, i giovani ad esempio sono molto attivi su Twitter
  • anche se non l'hanno affermato apertamente, chi più e chi meno tra i relatori ha ammesso che non è dato sapere se questo tipo di comunicazione e promozione contribuisca a far aumentare le vendite (se ci fosse stato il tempo, in questo caso sarei stata interessata a sapere che cosa lo fa...)
Ho tratto quindi le seguenti conclusioni: come lettrice di soli blog, perdo buona parte delle notizie che appaiono invece in modo molto più massiccio su Facebook e Twitter. Come blogger, di conseguenze, perdo la parte di visibilità ottenuta grazie a queste piattaforme. Che fare? A stento riesco ad essere costante sul blog e su Instagram; confesso inoltre di non aver ancora capito come funziona Twitter e non sono molto amante di Facebook. Urge una decisione in un senso o nell'altro.

Anche se non è apertamente legato al blog, il secondo intervento a cui ho preso parte un po' lo è: sovente vi rendo partecipi del cammino che sto affrontando per conoscere meglio me stessa, per fare ordine nella mia vita, fuori e dentro di me; non potevo quindi perdere un incontro intitolato “Lascia tutto e seguiti. Ripartire dalle cose che contano nella vita e nel lavoro”. Sì, è un libro che può essere definito un manuale di auto-aiuto e sì, qualcuno potrebbe domandarsi: «Un altro? Ne sentivamo il bisogno?». Ho preso parte a questo incontro così, sul filo dell'improvvisazione, senza sapere chi fosse Flavio Troisi e proprio per questo non aspettandomi nulla. E' stato molto piacevole ascoltarlo, invidio le persone che sono così brave ad esprimersi, in modo chiaro e comprensibile, ma soprattutto in modo accattivante (d'altra parte è un coprywriter, se non sa vendere lui con le parole...). Leggerò il suo libro? Forse sì o forse no, ma qualcosa ho già portato a casa da questo incontro: la consapevolezza che sono sulla buona strada, anche se non so quanto cammino mi aspetta, ho imboccato la direzione giusta e averne conferma mi ha dato nuova spinta. Ho visto sotto una nuova luce tutte le versioni di me che sono stata in passato e quelle che sarò: l'autore dice che è possibile avere più vocazioni e che seguirle tutte non è sbagliato, non significa avere le idee poco chiare o essere dispersivi anzi, farlo richiede molto coraggio. Non bisogna avere paura di ripartire da zero e che questa definizione, oltre ad avere una connotazione negativa, in sé è sbagliata: è impossibile ripartire da zero perché è impossibile cancellare tutto quello che c'è stato prima. Uno riparte da dove è arrivato, da tutto quello che si è accumulato finora. Visto così fa sentire meno falliti e meno dei perdenti, vero?

Infine, che cosa fa una blogger al Salone? Incontra altri blogger! Ed è davvero bello dare un volto, un sorriso, uno sguardo a chi ti legge o a chi leggi. Grazie a Deb e a Grazia.

4 commenti:

  1. Avendo solo un blog, e non usando altri social, mi rendo conto di perdermi molto in termini di visibilità mia e contatti altrui, tuttavia sono scesa a patti con questa cosa e ho stabilito che sia meglio dare il 100% del mio tempo virtuale al blog, piuttosto che scinderlo tra diverse opzioni.
    Quanto i social influenzino le vendite, mah, è un bel quesito, io personalmente li utilizzo molto per "i consigli per gli acquisti" e il mio blog stesso non smuoverà grandi numeri ma qualche vendita la porta ai libri che consiglio, diciamo che gioco nel piccolo, ma cerco di giocare come se fossi in una sfida ad altissimo livello. Sandra

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    1. Mi sembra anche questa un'ottima strategia.

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  2. ...ripartire...presuppone che ci si sia fermati...ma è davvero possibile, nella vita reale, fermarsi?... io propendo per "scegliere un nuovo sentiero". Quello che è stato fino ad ora? Fondamentale per fare di me ciò che sono: la donna che sceglie di cambiare direzione.

    Quanto alle mille mila cose fatte e che vorrei fare, non so dare consigli ché, di mio, non ho ancora deciso cosa fare da grande anche se sono già diventata grande provando di tutto.
    Eppure, qualche volta, seduta in silenzio ad ascoltare le stelle, ho avuto l'idea che tutte queste cose fossero interconnesse a formare un disegno. Poi l'idea è svanita e io continuo a non capire. Forse è troppo presto, o forse il disegno troppo grande, chissà.

    Interessanti i tuoi incontri.

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