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lunedì 8 giugno 2015

Ci dobbiamo pensare noi


Vorrei essere in grado di leggere più libri contemporaneamente, perché ce ne sono alcuni che si prestano ad essere letti tutto di un fiato e altri che sono perfetti per essere sbocconcellati. E' il caso del libro che ho finito di leggere i giorni scorsi e che mi ha tenuta impegnata per un po': “Come leggere uno scrittore” di John Freeman. Non un romanzo, non un saggio, ma una raccolta di articoli, interviste, recensioni scritte dall'autore e pubblicate nel corso degli ultimi 15 anni circa su diverse testate giornalistiche americane. Il classico libro da leggere un po' alla volta, e infatti così ho fatto, non leggendo però altro nel frattempo...
John Freeman è il direttore dell'edizione americana di “Granta”, scrive per la “New York Times Book Review, il “Los Angeles Times”, “People”, il “Wall Street Journal” e, grazie al suo lavoro, ha avuto il privilegio di incontrare il gota degli scrittori di tutto il mondo. 56 solo in questo libro. Ah che invidia...
La prima cosa che mi sono chiesta, leggendo questa raccolta, è stata: dove si impara a fare un'intervista? Come si fa a sapere quali domande fare? C'è una scuola dove ti preparano? Perché, se dovessi pensare di intervistare qualcuno, io avrei qualche difficoltà; infatti, le volte che ho provato a fare qualcosa del genere, ho lasciato carta bianca agli scrittori. (Tra l'altro, vi piacerebbe riprendessi in mano la rubrica “Do the write thing”?). Sicuramente bisogna essere ben preparati sul soggetto dell'intervista e, con questo, non intendo solo aver letto tutte le sue opere ma anche avere un minimo di nozioni biografiche. Un'altra cosa infatti che ho notato, sempre grazie a questo libro, è che il come e il quando e il dove e il durante e il perché si è scritto una determinata opera hanno un certo peso sull'opera stessa. L'assunto che lo scrittore non è quello che scrive e che non bisogna sempre cercare l'autore tra le parole del libro non è giusto fino in fondo. E' un equilibrio molto precario: spesso sono opere di fantasia ma scritte da persone reali. Diciamo che la portinaia che è in me apprezza molto il dietro le quinte, ma un giornalista deve stare molto attento a non confondere l'autore con l'opera. John Freeman stesso nell'introduzione parla proprio di questo pericolo:
Quando un lettore si rivolge a uno scrittore, o a un suo libro, per ottenere le soluzioni ai propri problemi, finisce per violare la privacy di entrambi. E' questo il rischio che si nasconde dietro ogni intervista, dietro ogni profilo biografico: quello di incatenare troppo la vita di un autore alle sue opere, o di intestardirsi nella convinzione che un romanzo possa sostituire il nostro essere destinati a commettere errori e a pagarne le conseguenze, per imparare a tirare avanti in maniera adeguata, se non addirittura felice.
Gli scrittori non hanno nulla a che vedere con il significato che diamo a un incontro (che sia con loro o con il loro libro), né sono responsabili di quello che scrive un giornalista né, tanto meno, della nostra vita. A quella ci dobbiamo pensare noi.

mercoledì 27 maggio 2015

Una blogger al Salone del Libro


In quanto autrice di un blog prettamente sui libri, quasi tutti gli incontri che hanno avuto luogo al Salone Internazionale del Libro di Torino sarebbero stati di mio interesse. Alcuni hanno però attirato la mia attenzione più di altri (ce ne sarebbero stati molti di più ma non mi è stato possibile prendervi parte, a causa dell'orario in cui si svolgevano).
Prima che blogger, infatti, sono una lettrice di blog e mi ha sempre incuriosita approfondire il lato social di internet di cui quest'ultimi sono parte. “Di cosa parliamo quando parliamo di libri nei social. L'editoria italiana tra strategie e posizionamento di marca” mi sembrava racchiudere in sé proprio questi due miei interessi: i social e i libri. Che cosa ho imparato da questo incontro:
  • i social (si è parlato principalmente di Facebook, Twitter, Instagram e Google Plus) sono un mezzo per farsi conoscere e per promuovere il proprio brand identity. E' un modo per entrare in contatto con i lettori, conoscerli e farsi conoscere, creando così un legame (fidelizzazione del cliente?)
  • per le case editrici che spaziano maggiormente tra generi diversi tra loro e lettori di età differenti, questo tipo di comunicazione richiede una maggiore flessibilità e un linguaggio che spazi su livelli differenti. A dispetto di quanto si creda, i giovani ad esempio sono molto attivi su Twitter
  • anche se non l'hanno affermato apertamente, chi più e chi meno tra i relatori ha ammesso che non è dato sapere se questo tipo di comunicazione e promozione contribuisca a far aumentare le vendite (se ci fosse stato il tempo, in questo caso sarei stata interessata a sapere che cosa lo fa...)
Ho tratto quindi le seguenti conclusioni: come lettrice di soli blog, perdo buona parte delle notizie che appaiono invece in modo molto più massiccio su Facebook e Twitter. Come blogger, di conseguenze, perdo la parte di visibilità ottenuta grazie a queste piattaforme. Che fare? A stento riesco ad essere costante sul blog e su Instagram; confesso inoltre di non aver ancora capito come funziona Twitter e non sono molto amante di Facebook. Urge una decisione in un senso o nell'altro.

Anche se non è apertamente legato al blog, il secondo intervento a cui ho preso parte un po' lo è: sovente vi rendo partecipi del cammino che sto affrontando per conoscere meglio me stessa, per fare ordine nella mia vita, fuori e dentro di me; non potevo quindi perdere un incontro intitolato “Lascia tutto e seguiti. Ripartire dalle cose che contano nella vita e nel lavoro”. Sì, è un libro che può essere definito un manuale di auto-aiuto e sì, qualcuno potrebbe domandarsi: «Un altro? Ne sentivamo il bisogno?». Ho preso parte a questo incontro così, sul filo dell'improvvisazione, senza sapere chi fosse Flavio Troisi e proprio per questo non aspettandomi nulla. E' stato molto piacevole ascoltarlo, invidio le persone che sono così brave ad esprimersi, in modo chiaro e comprensibile, ma soprattutto in modo accattivante (d'altra parte è un coprywriter, se non sa vendere lui con le parole...). Leggerò il suo libro? Forse sì o forse no, ma qualcosa ho già portato a casa da questo incontro: la consapevolezza che sono sulla buona strada, anche se non so quanto cammino mi aspetta, ho imboccato la direzione giusta e averne conferma mi ha dato nuova spinta. Ho visto sotto una nuova luce tutte le versioni di me che sono stata in passato e quelle che sarò: l'autore dice che è possibile avere più vocazioni e che seguirle tutte non è sbagliato, non significa avere le idee poco chiare o essere dispersivi anzi, farlo richiede molto coraggio. Non bisogna avere paura di ripartire da zero e che questa definizione, oltre ad avere una connotazione negativa, in sé è sbagliata: è impossibile ripartire da zero perché è impossibile cancellare tutto quello che c'è stato prima. Uno riparte da dove è arrivato, da tutto quello che si è accumulato finora. Visto così fa sentire meno falliti e meno dei perdenti, vero?

Infine, che cosa fa una blogger al Salone? Incontra altri blogger! Ed è davvero bello dare un volto, un sorriso, uno sguardo a chi ti legge o a chi leggi. Grazie a Deb e a Grazia.

mercoledì 20 giugno 2012

Do the Write Thing 2

Ho quaderni su quaderni dove ricopio, trascrivo, riporto frasi e brani riguardanti la scrittura quasi volessi, così facendo, carpire l'ingrediente segreto di ogni scrittore. In questo modo è nata l'idea di ospitare qui, sul mio blog, chi nella cucina della scrittura ci lavora quotidianamente, dove cuochi-scrittori ogni volta diversi condivideranno con noi le loro ricette. Buon appetito a tutti!

 
Ospite del secondo appuntamento è Clara Nubile del blog “Tu come tutto quello che tocchi” e autrice dell'omonimo libro pubblicato da Bompiani. Grazie per aver accettato con entusiasmo la mia proposta e benvenuta!
Ci sono giorni, mesi, anni che sono tempesta. Tempesta e vento, emozioni violente, spaesamento. Uno smarrimento esistenziale che è un treno a vapore. Sbuffi la tua insofferenza, il tuo malessere, il tuo buio. Poi ci sono giorni che sono luce pura, senza filtri, e il cuore è una gemma.
Su tutti questi giorni che sono la mia vita, il mio paesaggio interiore, regna sovrana la scrittura.

martedì 22 maggio 2012

Do the Write Thing

Ho quaderni su quaderni dove ricopio, trascrivo, riporto frasi e brani riguardanti la scrittura quasi volessi, così facendo, carpire l'ingrediente segreto di ogni scrittore. In questo modo è nata l'idea di ospitare qui, sul mio blog, chi nella cucina della scrittura ci lavora quotidianamente, dove cuochi-scrittori ogni volta diversi condivideranno con noi le loro ricette. Buon appetito a tutti!



 
Ad inaugurare, quella che spero diventi una piacevole consuetudine, è Ilaria del blogFrollini a colazione” autrice, col nome de plum Sandra Faè, dell'omonimo libro pubblicato da Excogita Editore. Grazie per aver accettato con entusiasmo la mia proposta e benvenuta!
Un mese è mezzo fa circa, sono stata colpita da un forte dolore al braccio sinistro, drammatica come sono ho subito pensato "mi sta venendo un infarto!" L'infarto non è arrivato, ma non è passato neppure il male (stiamo approfondendo, è un problema di cervicale) e una sera ho dovuto smettere si scrivere al pc da tanto era insopportabile. Ho pensato che non potevano farmi (anche) questo: portarmi via la scrittura.