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venerdì 29 aprile 2016

Lets get personal! - Style -


Come va con il decluttering? Qualcuna di voi ha messo in pratica, pedissequamente, il metodo di Marie Kondo? O altri metodi... E la mindfulness? Fatte le pulizie di primavere anche lì? Qua non si finisce di sistemare un ramo della proprio vita che bisogna subito mettere mano a un altro... E' una fatica star dietro alla moda! A parte gli scherzi, pensavo fosse carino, dopo aver condiviso con voi i miei obiettivi di leggerezza, farvi sapere a che punto fossi del mio cammino, così magari da darvi degli spunti e, soprattutto, riceverli da voi.

Abbigliamento
A parte due acquisti per sostituire una camicia bianca e una t-shirt, anche lei bianca, ormai usurate, non mi sono comprata nient'altro dall'inizio dell'anno. Come mi sento? Ho le formiche al culo, definizione poco elegante che ho letto da qualche parte su Internet, ma che mi ha fatto tanto ridere e rende perfettamente l'idea di come mi sento. E' difficile, lo ammetto; non sono mai stata una maniaca dello shopping ma sicuramente ero abituata a regalarmi un acquisto ogni tanto. Avere qualcosa di nuovo nell'armadio è piacevole, è innegabile; per fortuna è venuta in mia salvezza la primavera, con lei il cambio dell'armadio e la possibilità, in questo modo, di indossare vestiti diversi. Così come è consigliato evitare di grattarsi dopo essere stati punti da una zanzara, stare lontano dai centri commerciali e dai negozi aiuta; è un po' più difficile se si ricevono i cataloghi nella buca delle lettere: se riuscite a sfogliarli senza connettervi a Internet bene, altrimenti gettateli senza neanche aprirli.
Ho anche imparato che se la pausa di riflessione si chiama così è per un motivo: mentre sei fermo pensi. Nello specifico sto finalmente capendo che cosa mi piace e che cosa no, i vestiti che mi fanno sentire a mio agio e quelli che invece ho comprato per puro capriccio e, così, continuo a sfoltire l'armadio. Mi sto anche interrogando con quali capi voglio, in futuro, riempire il suddetto mobile, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Senza fretta sto compilando una wish-list; ho realizzato che l'avvento dell'inizio della scuola per VV mi sta facendo venire voglia di vestire una nuova me: dopo quasi tre anni trascorsi a prendermi cura di mia figlia indossando abiti comodi e sportivi, ho voglia di più femminilità, quasi a voler riprendere possesso di questo mio lato trascurato. Ma, ripeto, non c'è fretta...

Trucchi
Non mi sono più comprata nulla solo per piacere di farlo; gli acquisti fatti sono stati compiuti solo per sostituire prodotti già finiti. E ho scoperto che ci metto una vita a finirli! La qual cosa non mi ha spaventata anzi rincuorata: posso concedermi così di spendere di più e scegliere anche prodotti che prima pensavo di non potermi permettere.
Il reparto smalti è stata una rivelazione: ne avevo davvero molti e anche ora, dopo più di un anno che non ne ho più comprati, ne ho ancora ben 9 di colori diversi (VV mi ha aiutato rompendone due, come fa il decluttering lei non lo fa nessuno...). Mi sono resa conto di come possederne di tutti i colori fosse davvero solo una moda, un capriccio, un superfluo. Così come per il vestiario sto scoprendo che, anche per la manicure, sono più per la semplicità e comodità: ho più a cuore una mano ben curata che uno smalto all'ultima moda ma, magari, sbeccato.

L'obiettivo è di continuare a non comprare nulla se non necessario, almeno fino all'arrivo dei saldi ma anche oltre, se sarò brava!
Sono curiosa di sapere come voi gestite questo aspetto della vostra vita. Mi fate entrare nel vostro armadio? Avete donne a cui vi ispirate? Scrivetemelo nei commenti!

venerdì 1 aprile 2016

Elegance


Ho sempre fatto la snob verso quei romanzi che vengono definiti chick-lit, nome che tra l'altro detesto perché tradotto significa letteratura per galline e la gallina sarei io, in quanto persona di sesso femminile. Odio le categorie, non sopporto il volere per forza rinchiudere qualcosa dentro dei confini e mi fa arrabbiare ancora di più che qualcuno possa pensare che esistano dei libri scritti apposta per noi e che, guarda caso, quest'ultimi riguardano sempre una donna in crisi che poi, alla fine della fiera, trova l'amore. Perché è quello che vogliamo no, il principe azzurro? Oppure Mr Gray se siete galline 2.0...
Detto questo, ogni tanto mi capita di leggere un libro di questo genere (genere?! un romanzo, punto) e sono sempre felice quando vengo piacevolmente e inaspettatamente colpita, come con quest'ultimo: “Elegance” di Kathleen Tessaro.
Ho deciso di leggerlo perché la protagonista, in crisi sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista affettivo, intraprende un cammino di trasformazione grazie a un libro, un trattato di eleganza. Sulla questione che i libri ti cambiano la vita non c'è molto da aggiungere.
Non ho mai nascosto la mia passione per il galateo e per tutto ciò che gli sta attorno, così come ormai da un paio d'anni a questa parte io sia alla ricerca del bello nella vita in tutte le sue forme, tra cui anche nel vestire. Il nostro modo di agghindarci, il nostro modo di portare un capo piuttosto che un altro, sono il nostro biglietto da visita, come noi decidiamo di presentarci al mondo e si, sono fermamente convinta che l'abito fa il monaco, o almeno parla per lui: quello che decidiamo di indossare dice qualcosa di noi, che se ne sia consapevoli oppure no. Attenzione, non sto parlando di moda, ma di stile: le mode passano, lo stile rimane.
Essere elegante è solo questione di avere voglia di fare uno sforzo in più ed entrare nello spirito delle cose – della vita – con entusiasmo e grazia.
Lungi da me dare lezioni di stile, ognuno è libero di fare, vestirsi (e leggere!) ciò che gli pare. All'interno di questo libro, però, ho trovato molti pensieri che risuonavano con il mio modo di vedere e sentire. Ad esempio l'orticaria che provo verso le mode e il vestirsi tutti uguali perché così dicono le riviste, gli stilisti, le fashion-blogger, le influencer, bla bla bla...
Grazie agli alti standard di vita dell'Occidente e al grado di perfezione delle mode di massa, a un osservatore poco esperto potrebbe sembrare che tutte le donne siano vestite allo stesso modo. Non conosco l'origine di questa moderna forma di modestia che si è diffusa nella popolazione femminile da San Francisco a Parigi e che sembra far sì che tutte le donne vogliano assomigliarsi, anche se nel contempo spendono sempre di più in abiti, cosmetici e parrucchieri! Ma se davvero vi fa piacere essere vestite esattamente come chiunque altra, allora il vostro futuro è roseo. L'uniformità è il sottoprodotto naturale di una società automatizzata, e chi lo sa, forse un giorno la personalità sarà considerata un crimine. Nel frattempo, potete sempre entrare nell'esercito.

Dentro,fuori, non fa alcuna differenza... «Confondersi è da ragazzine. Essere diverse non è un crimine, mia cara, ma un vantaggio... Faccia le cose con stile, Louise. Il suo stile.»
Ad esempio, io al mio stile ho voluto dargli un nome: sporty-chic e in questo libro ho trovato una definizione a cui voglio tendere il più possibile.
Una persona sportiva sa qual è il suo posto, non dà troppa importanza alle cose, perde con disinvoltura, continua a tentare, non mette il muso e non prende i suoi giocattoli e corre a casa. Una persona sportiva non è come dire un vincitore.
E voi, che stile volete dare alla vostra vita?

mercoledì 28 gennaio 2015

Let's get personal! - Style -


Quando ho iniziato la serie “Let's get personal!”, chiedendovi che cosa vi sarebbe piaciuto conoscere un po' più su di me, il mio obiettivo era quello di essere spronata e invogliata ad aprirmi un po', a superare le mie insicurezze, soprattutto la paura di essere giudicata. Non so se stia riuscendo nell'intento; quello di cui mi sto rendendo conto è che grazie alle vostre domande sto riflettendo molto su me stessa e, quello che alla fine può sembrare solo un elenco di cose pratiche o superficiali, legate magari solo all'aspetto esteriore, sta diventando per me una ricerca interiore sulla mia vita e il mio stile di vita. Mi auguro quindi di non annoiarvi troppo se andrò avanti ancora un po' con questa rubrica (anzi se avete altre curiosità o domande, ben vengano!).
E' troppo presto per valutare se quello che mi è accaduto ad agosto mi abbia cambiato la vita, quello di cui sono certa è che mi ha fatto venire voglia di cambiare la mia vita, di crearne una su misura per me. E' un lungo processo ma non ho fretta.
Il primo passo che mi è venuto spontaneo fare è stato quello di fare spazio, di liberarmi del vecchio, di lasciar andare, come vi raccontavo qui. Quando navigando su internet ho sentito parlare del libro “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo ho pensato facesse al mio caso e ho iniziato a leggerlo piena di speranze. A lettura appena iniziata sono stata molto contenta di scoprire che

lunedì 19 gennaio 2015

Let's get personal! - Beauty -


E' curioso come, anche per un argomento frivolo come può essere quello del makeup, ci sia un prima VV e un dopo VV; come se l'essere diventata madre abbia anche cambiato il mio modo di percepirmi.

Ho iniziato a truccarmi tardi, l'estate dopo la maturità; prima il trucco per me era solo parte del costume per andare in scena al saggio di danza. Non mi era vietato dai miei genitori, solo, non mi interessava. Poi ho iniziato a mettere un po' di matita nera, il mascara, un lucidalabbra, ma sempre e solo per occasioni speciali come potevano essere le uscite del sabato sera con gli amici, i primi appuntamenti.
Crescendo ho preso a truccarmi più spesso ma, fino a quando lavoravo, c'erano ancora giorni in cui andavo in ufficio struccata, semplicemente perché al mattino non avevo avuto voglia di farlo. I trucchi mi piacevano molto ma erano un divertimento, un gioco, un passatempo; così come alle volte hai voglia di metterti la gonna e altre un pantalone, così potevo aver voglia di indossare un rossetto oppure no.
Poi sono rimasta incinta e al corso pre-parto, arrivate a parlare dell'occorrente da mettere in valigia per l'ospedale, l'ostetrica che teneva il corso ci ha suggerito di portare anche dei trucchi; ha detto che avrebbe fatto bene al nostro umore, in balia di ormoni sugli ottovolanti in quei giorni, sentirci curate, impiegare quei cinque minuti per prenderci cura di noi. E io, da brava scolaretta quale io sono, ho seguito il suo consiglio.
Dal 6 giugno 2013 sono pochi i giorni in cui non mi trucco. Essere madre è difficile, è totalizzante, basta un attimo e tu non esisti più. Ho scoperto che, almeno per la sottoscritta, spendere quei cinque minuti per me e fare qualcosa per sentirmi più bella fuori, mi fa stare meglio dentro. Per qualcuno può suonare molto frivolo, eppure io mi sono ritrovata, nel mezzo di una giornata particolarmente difficile, a mettermi il mascara e, quella leggerezza, ha scacciato via non poca pesantezza. Forse, riuscire a guardarti allo specchio e vedere un' immagine che piace, aiuta a farti pensare di avere tutto sotto controllo; aiuta sapere che, in fondo, anche se tutto in quel momento ti fa pensare il contrario, non sei poi così male. Soprattutto che ti vuoi ancora bene e che ti piaci, imperfetta come sei.


Nell'immagine, i miei trucchi base:

1- Wonder Perfect Mascara / Clarins
2- All Skin BB Cream / Mediterranea
3- Match Perfection Concealer – Rimmel
4- Velvet Touch Creamy Stick Blush – Kiko
5- Eclatminute Embellisseur Levres - Clarins


venerdì 26 dicembre 2014

Let's get personal! - Style -


Quale miglior momento delle vacanze natalizie, in cui si è già satolli di cibo e impegni e in cui si ha solo voglia di leggerezza, per incominciare a parlarvi un po' più di me e a rispondere ad alcune delle curiosità che avete espresso. Incominciamo dall'abbigliamento.
Da quando è nata VV e da quando ho deciso di fare la mamma a tempo pieno le mie esigenze sono cambiate, un po' per adeguarmi al mio nuovo ruolo e un po' per non rischiare di cadere nella sciatteria più totale, rischio che si corre stando la maggior parte del tempo a casa.
Con una bambina piccola, salvo impegni già programmati e fissati, le giornate sono vissute minuto per minuto e l'imprevisto è sempre dietro l'angolo; potresti ritrovarti a dover uscire il prima possibile e a non avere il tempo di prepararti adeguatamente. Una bimba che non ne vuole sapere di dormire, oppure molto irrequieta e un pomeriggio che diventa improvvisamente lungo, troppo lungo da passare interamente in casa: una passeggiata, una gita al museo, un'ora ai giardinetti sono un'ottima ancora di salvezza. Vi sfido però a vestirvi con la suddetta bambina in preda alla rugna e al sonno. Meglio farsi trovare preparati.
Sto quindo rivedendo un po' il mio guardaroba, ho bisogno di capi comodi che mi permettano di giocare e correre, che siano comunque più carini ed eleganti di una semplice tuta e che siano anche resistenti ai molti lavaggi (i bambini sporcano, soprattutto la mamma!) I tacchi, purtroppo, pur piacendomi ancora molto, li riservo alle occasioni speciali; ora, con il clima invernale, trovo molto comodi dei semplici Bikerboots, rigorosamente bassi o con poco tacco, o delle Sneakers.
Qui di seguito alcuni acquisti che ho fatto recentemente più alcuni capi similari a quelli già in mio possesso, in attesa trepidante dei saldi!



1- Felpa oversize / H&M
2- Sciarpa / H&M
3- Jegging basic / Zara
4- Sneakers / H&M
5- Collana / Accessorize
6- Maglia Kid Mohair / Zara
7- Stivali biker / H&M
8- Leggings / Intimissimi



venerdì 11 aprile 2014

Le parole addosso 23


Carla ha 30 anni e le piace definirsi una disoccupata in archeologia. Un po' le spiace non svolgere la professione per cui ha studiato, ma ora è contentissima perché una sua passione recente è diventata anche un lavoro: il cucito.
Più ci penso però e più mi rendo conto che, in fondo, l'archeologia e la macchina da cucire hanno molte cose in comune. Mi immagino Carla andare alla ricerca di stoffe, fettucce, nastri, cerniere, bottoni così come si avventurerebbe in uno scavo archeologico. La vedo raccogliere i suoi “reperti” e immaginare come assemblarli, accoppiarli, accostarli, sovrapporli e osservo piano piano il risultato finale prendere forma, così come dai cocci ricostruirebbe un vaso. La stessa pazienza, la stessa devozione, la stessa mano ferma ma delicata, la stessa “visione”. Anche la stessa posizione: accucciata in uno scavo, china sulla macchina da cucire, concentrata, lo sguardo fisso sull'ago così come sui resti: l'errore potrebbe essere fatale in entrambi i casi, ogni pezzo è unico, irripetibile.
Per le sue creazioni, il suo progetto, Carla ha scelto un nome speciale, tratto da un libro di Murakami che ha molto amato: La ragazza dello Sputnik. Mi ha scritto: “in questo libro si parla di un amore mai compiutosi tra due persone che si girano attorno come un satellite fa col suo pianeta... un concetto estremamente romantico... trovo che vi sia più magia e più adrenalina nello sforzo della ricerca che non nel possesso”. Lo sforzo della ricerca dell'archeologia e il non-possesso delle sue creazioni, nate inizialmente come regali per le amiche. Così come molto romantici sono gli altri suoi libri preferiti: “Che tu sia per me il coltello” di Grossman e “Le ho mai raccontato del vento del Nord” ed il suo seguito “La settima onda” di Daniel Glattauer.
E molto romantiche sono le sue bellissime creazioni, tutte hand made, una più bella dell'altra.
 




Presto Carla aprirà un suo negozio su Etsy, nell'attesa potete seguirla su Facebook: www.facebook.com/ragazzasputnik
O su Instagram: @La ragazza dello Sputnik
Grazie Carla per avermi concesso di mostrare le tue creazioni sul mio blog.


venerdì 28 marzo 2014

Le parole addosso 22

Sono giorni complicati, in cui spesso mi sento mancare il terreno sotto i piedi, mi manca il respiro, ho la nausea e lo stomaco chiuso. Ma in alcuni momenti vorrei anche spaccare tutto, nello specifico la faccia di qualcuno; sono arrabbiata, tanto arrabbiata.
Uno di questi giorni però, dopo l'ennesimo rospo da mandare giù, mi sono detta che non potevo permettere a nessuno di rovinarmi la giornata, che dovevo fare qualcosa per renderla bella, comunque e nonostante tutto.
Così sono uscita, perché ormai i nonni-sitter li avevo precettati, perché ormai ero vestita di tutto punto, perché camminare mi fa bene.
Ho preso la macchina fotografica e sono andata a fare una cosa che dovevo fare già da qualche giorno; delle foto da mostrare a voi, da appendere alle pareti di questa stanza tutta per me.
Ormai sapete del mio amore per le care e vecchie lettere scritte a mano, immaginate che gioia per gli occhi trovare questo bellissimo portafoglio esposto nella vetrina di un negozio che amo molto, dove ho fatto anche la lista nozze, oltre a comprare diversi complementi di arredo per la nostra casa.




Ringrazio di cuore la commessa gentilissima che non mi ha guardata come una pazza quando le ho chiesto di poter fare delle foto, che non ha battuto ciglio quando sono tornata indietro perché avevo dimenticato il biglietto da visita, e che non mi ha fatto notare che, non solo non le ho chiesto il suo nome, ma non mi sono nemmeno presentata a mia volta. Vorrei dirle che non sono maleducata, ero ancora un po' annebbiata dalla rabbia, ma uscita dal negozio questa era svanita e anche un po' grazie a lei, ora quel giorno è stato un buon giorno.


Pink Martini
Interior Design
Via Fratelli Piol, 16/b
10098 Rivoli (TO)
Tel. 011 9534484
rivoli@pinkmartini.it


venerdì 21 marzo 2014

Le parole addosso 21

I have a dream... Decine e decine di persone con indosso magliette come quella nella foto; gente da importunare, con cui attaccare bottone e finalmente parlare di libri.

  • Il rosso e il nero” giace in attesa da anni nella mia libreria. Me lo consigli?
  • Ho adorato “Chiedi alla polvere”, anche tu?
  • Il deserto dei Tartari” mi ricorda tanto il liceo...

E così, all'infinito. Amicizie nate in coda alla posta, storie d'amore alla fermata del bus, club del libro al banco dei salumi.
Il capo must have della primavera estate 2014 è la Bookstee.

(Ringrazio Zelda was a writer per avermi concesso di utilizzare una sua fotografia. Qui il suo bellissimo post dove ho scoperto la bookstee e dove troverete tutte le informazioni per procurarvene una).

Questo fine settimana tutti con il naso negli scaffali delle nostre librerie, che non è mica facile scegliere quali libri indossare!


venerdì 31 gennaio 2014

Lettering

Vestitevi di parole. Un libro sta bene con tutto e dona a tutti.

Vi auguro un buon fine settimana.

(Immagine dal numero di febbraio di Cosmopolitan)


venerdì 19 aprile 2013

Le parole addosso 20


Non abbiamo avuto quasi il tempo di fare il cambio dell'armadio, di poter indossare le prime magliette e incominciare a valutare se scoprire già le gambe, che ritorna il brutto tempo. Meglio difenderci dagli sbalzi delle temperature, magari con una bella sciarpa poetica come quella nell'immagine.
Vi auguro un fine settimana all'insegna della poesia.

(Via BookRiot)

giovedì 7 febbraio 2013

Le parole addosso 19


Adoro le borse di stoffa, le trovo utilissime, non solo per fare la spesa, ma anche per portare con me quegli oggetti che altrimenti renderebbero la mia borsetta troppo pesante. Ad esempio la borraccia dell'acqua, di cui non posso mai fare a meno, o un libro, quando so che mi aspetta una lunga attesa, magari in coda alla posta o quando prendo i mezzi pubblici, ultimamente poi non manca mai uno spuntino.
Quella della foto è così bella, che potrebbe anche assurgere al ruolo vero e proprio di borsetta!

(via BookRiot)


martedì 25 settembre 2012

Le parole addosso 18


A sentire le previsioni del tempo l’Italia è divisa in due. Al sud è ancora piena estate, al nord è arrivato il freddo. A Torino davano pioggia tutta la settimana; oggi, per fortuna, le nuvole non si sono ancora messe all’opera, chissà che stasera io non riesca, dopo la pausa estiva, a riprendere ad andare a correre.
Prosegue però l’operazione anti-freddo iniziata qualche tempo fa qui. Dopo aver creato l’atmosfera giusta in casa, è giunta l’ora di indossare qualcosa di più caldo. Personalmente patisco molto il freddo ai piedi e, guarda che coincidenza, ho una passione smodata per le calze! Al punto che, mi vergogno un po’ a scriverlo, ho grosse difficoltà a separarmi da un paio di calze, anche se sono diventate vergognose da indossare.
Non sarebbero perfette quelle nella foto per fare due passi in libreria?

(via BookRiot)


mercoledì 29 agosto 2012

Le parole addosso 17


Appena l'ho vista indosso a mia cognata ho subito pensato al blog. Me la sono fatta consegnare la sera stessa e con la scusa delle foto ci ho pure “fatto un giro”.


La bella notizia: questa collana è fatta a mano da una sua amica e, se siete interessate ad averne una, posso mettervi direttamente in contatto con lei.
Come dicono le fashioniste: un buon accessorio è in grado di valorizzare il più semplice dei vestiti, le parole poi lo rendono unico...



sabato 16 giugno 2012

Le parole addosso 15

Gli Oscar 2012 hanno fatto parlare di sé anche per i numerosi film candidati che sono stati tratti da libri. Molti altri sono usciti ora o usciranno presto nelle sale cinematografiche (“Molto forte, incredibilmente vicino”, “The road”, “Il Grande Gatsby” per citarne alcuni). Farò in modo di non perdermene neanche uno, non prima di aver letto o ri-letto il libro. Non sono dell’opinione che sia impossibile riuscire a fare un film altrettanto bello come il libro ( “Il Signore degli anelli” e “The Hours” sono ottimi esempi) ma sarò sempre dell’opinione che…


(via BookRiot)

giovedì 24 maggio 2012

Le parole addosso 14

La mia buca delle lettere langue. Se possedessi un cellulare di ultima generazione, non mi dispiacerebbe averne uno così in borsa. Per fare finta che gli sms siano delle care e vecchie lettere…


(via Nordstrom)
A proposito di cartoline, se vi piace ancora scriverne, vi invito a partecipare al baratto proposto da ToWriteDown. In cambio potreste ricevere un libro!


mercoledì 28 marzo 2012

Le parole addosso 13


Ci sono alcune cose fondamentali nella vita, ed è meglio impararle fin da piccoli...

(via BookRiot)


mercoledì 7 marzo 2012

venerdì 17 febbraio 2012

giovedì 2 febbraio 2012

Le parole addosso 10


Per affrontare la neve. Ricordandosi che, come le parentesi, una volta aperte vanno sempre chiuse.

(via Refinery29)