domenica 20 aprile 2014

L'arte della sottrazione


Quel che occorre fare è scolpire la propria statua... la scultura era, per i greci, l'arte della sottrazione, l'abilità manuale con cui ottenere una figura a partire da un blocco di pietra, procedendo per successive sottrazioni... lavorare su se stessi, scalpellando via tutto ciò che di falso o inutile ci sta attaccato, e liberare, alla fine, quel che noi siamo, nella saldezza imperturbabile della magnificenza dell'esistere. Allora saremmo, davvero, dei sapienti: che non è il nome di uno che sa tutto: è il nome di uno che non ha più paura di niente. Guarito.

Alessandro Baricco
 
Buona Pasqua, Francesca


4 commenti:

  1. Buona Pasqua!
    Martina

    RispondiElimina
  2. Baricco?.....".... per gli antichi la scultura è un arte che < leva, toglie>, contrariamente alla pittura che è un arte che < aggiunge>: la statua preesiste nel blocco di marmo, e basta togliere il superfluo per farla apparire. Questa rappresentazione è comune a tutte le scuole filosofiche: l`uomo è infelice perché è schiavo delle passioni, ossia perché desidera cose che gli possono sfuggire, poiché gli sono esterne, estranee, superflue." Da "Esercizi Spirituali e filosofia antica" Pierre Hadot ....pubblicato nel 1981, ma con alcuni pensieri e teorie già esposte nel 1953!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il brano che ho riportato è tratto da una recensione di Baricco proprio del libro che citi tu. :-)

      Elimina