lunedì 18 gennaio 2021

Quattro libri, quattro insegnamenti

Avrei voluto selezionare “la” lettura di questo anno che si è appena concluso, ma i libri che ho amato molto e che mi hanno colpito particolarmente sono più di uno così, invece di sceglierne solo uno, ho deciso di raccontarvi che cosa mi hanno insegnato. Andiamo in ordine di apparizione:

Virginia Woolf, Vita Sackville West “Scrivi sempre a mezzanotte”

Crescendo ho perso per strada tante amicizie, per i motivi più disparati e con diversi gradi di dispiacere e sofferenza. Ora ho tanti conoscenti, amici con cui mi piace trascorrere il tempo e con cui condividere alcuni interessi, alcune care amiche, ma mi manca La Amica, quella persona con cui hai un legame particolare, speciale, unico. Quella a cui puoi raccontare tutto perché non ti fa sentire giudicata, quella a cui non devi spiegare niente perché ti conosce come le sue tasche, quella a cui non è necessario dire come ti senti perché te lo legge in faccia.

Trovo che più si diventa grandi e più questo tipo di rapporti siano rari. Le ferite del cuore ci rendono più restii ad aprirci, ci si vergogna di più per le proprie debolezze; mostrarci per ciò che siamo sembra quasi infantile. Siamo così preoccupati a fare bella figura, a stare attenti alle buone maniere, a non offendere, ad essere cortesi. Falsi e cortesi, come dice il detto su noi torinesi.

Ma quanto perdiamo in rapporti, così facendo?

Lettera dopo lettera ammiravo questo due donne che non temevano di mostrarsi per quello che erano, che non celavano i loro pensieri e sentimenti, che si amavano oltre difetti e debolezze perché erano in grado di vedere il cuore pulsante dell'anima dell'una e dell'altra e le invidiavo molto. E quindi?

Mostriamoci per quello che siamo. Non abbiamo paura di parlare, dire quello che pensiamo. Raccontare la nostra visione del mondo. Svelare i nostri sentimenti. Potremmo rimanere sorpresi.

Nigel Nicolson “Ritratto di un matrimonio”

Quasi a voler proseguire il discorso del libro precedente, per aprire il nostro cuore e non vergognarci di quello che custodisce, dobbiamo renderci conto che non c'è un solo modo di vivere, un unico modo di pensare, un particolare modo di sentire. Se vogliamo essere noi stessi ed essere accettati dobbiamo aprirci alla complessità della vita e alle sue infinite sfaccettature. Sono convinta che ancora adesso molte persone sarebbero scandalizzate se leggessero dello stile di vita di Vita Sackville West e del marito, quasi il loro comportamento li offendesse direttamente.

Anche in questo caso ho invidiato molto la loro libertà, il loro coraggio e il loro affiatamento nel perseguire la vita che desideravano, senza preoccuparsi di quello che avrebbe detto la gente.

Do what you feel to be right in your heart, for you'll be criticized anyway.

Eleanor Roosevelt

(Fai ciò che in cuor tuo senti essere giusto, perché verrai criticato in ogni caso)

Sandro Veronesi “Caos calmo”

Della bella scoperta che è stato Veronesi ve ne avevo raccontato QUI. Il mio preferito in assoluto, tra i suoi due libri che ho letto durante l'estate, è stato proprio questo.

La lamentela che mi capita di sentire più frequentemente riguarda la mancanza di tempo. Sorvoliamo sul fatto che sono convinta che per molte persone sia diventato un vezzo, come il dichiararsi sempre impegnati equivalga essere persone di una certa “importanza”. Sta di fatto che siamo così presi dalle nostre vite, dai nostri impegni, che gli anni passano e noi siamo occupati in una perenne corsa, diretti dove non lo sappiamo bene neanche noi.

Pietro, il protagonista del libro, ci mostra che se ci fermiamo non succede niente. O meglio, non succede nulla di così grave, che la nostra vita non va in pezzi, anzi, potrebbe succedere anche qualcosa di bello, o per lo meno, potremmo ricevere una sorta di rivelazione. Perché quello che molte persone non si rendono conto è che se vuoi capirci qualcosa, in tutto come nella vita, ti devi fermare a riflettere. Non puoi riflettere mentre sei impegnato a correre chissà dove. Tranne la corsa quella vera, lo sport intendo, allora sì, non avete idea di quanta meditazione mentre si corre.

E allora fermiamoci. Bastano anche solo dieci, venti, trenta minuti, ogni giorno.

Franco Faggiani “La manutenzione dei sensi”

Un padre e un figlio in affido si trasferiscono in montagna e incominciano una nuova vita al ritmo della natura e delle stagioni. Niente di più semplice e banale. Peccato che sovente ce lo dimentichiamo che ne abbiamo bisogno, che stare tutto il giorno seduti davanti al computer non è la nostra condizione naturale, il nostro corpo ha bisogno di muoversi, non solo al chiuso di una palestra, i nostri polmoni hanno bisogno di respirare aria fresca, i nostri occhi hanno bisogno di orizzonti più ampi (non è una metafora, fa male agli occhi guardare sempre fisso lo stesso punto) e dei colori del cielo e della terra.

Vinciamo la pigrizia, perché è di questo che si tratta. Smettiamola di accampare scuse sulla mancanza di tempo (vedi quanto scritto sopra) e sforziamoci di uscire più spesso. Anche nel parco sotto casa, ma all'aperto.

Sii te stesso. Non conformarti. Fermati. Stai di più in mezzo alla natura.

Questi gli insegnamenti che ho ricevuto dalle letture del 2020 e che metterò in pratica in questo anno appena iniziato.

2 commenti:

  1. Insegnamenti preziosissimi ! Credo che siano vere e proprie indicazioni per vivere meglio ed essere più feilici. Voglio provare anche io a metterli in pratica. Grazie di averceli ricordati. claudiag

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