mercoledì 26 febbraio 2014

Letto n.5


Vorrebbe dirle che ogni tanto, la notte, le capita di pensarla e piange un po'. Vorrebbe dirle che lei ormai fa parte dei suoi ricordi, per sempre. Vorrebbe dirle che sì, è vero, non sa il suo nome e non sarebbe in grado di riconoscerla per strada, ma si ricorda bene il suono dei suoi singhiozzi. Vorrebbe chiederle scusa perché lei è fatta così, strana, nelle situazioni difficili va nel panico, si imbarazza, rimane senza parole e spesso non ha il coraggio di guardare in faccia le persone. Forse è un po' codarda. Vorrebbe dirle che dietro il suo silenzio e il suo «Scusa se ti disturbo», le uniche parole che le sono uscite di bocca, c'erano comprensione, solidarietà e un abbraccio. Vorrebbe dirle che, per la prima volta nella sua vita, vita e morte non erano mai state così vicine e lei è anche tanto, troppo, facilmente impressionabile. Vorrebbe dirle che ad ogni contrazione pensava al fatto che si avvicinava alla realizzazione del suo sogno, mentre lei vedeva svanire il suo. E si spaventava, perché capiva che questo era solo frutto del caso, come se a decidere fosse stata l'assegnazione dei posti letto. Se ci pensa troppo, anche adesso, le viene un brivido lungo la schiena. Vorrebbe dirle che l'ha vista, quando è fuggita di corsa dalla stanza, perché avevano portato senza avviso la sua bambina appena nata; e che lei ha avuto la tentazione di sgridare l'infermiera, oltre che pronunciare l'ennesimo «Scusa» alla sua schiena che usciva. Vorrebbe dirle che ancora non si capacita che la sua notte più bella è stata anche la sua notte più brutta e che l'hanno trascorsa insieme, una affianco all'altra. Vorrebbe dirle che non può fare a meno di pensarla, a volte, la notte e che lo farà per sempre. Perché lei ora è un suo ricordo.

4 commenti:

  1. oh mammamia! Che ricordo struggente tesoro.

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    1. Molto. Spero di averlo esorcizzato un po', scrivendolo.

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  2. Mamma mia che emozione forte. Non ci stavo più pensando, ma mi hai fatto davvero ritornare il groppone in gola per quei momenti. Noi presi da una gioia immensa e quasi con il senso di colpa per ciò che accadeva 3 metri più in là. E' incredibile la vita come ti metta a volte in situazioni con un equilibrio delicatissimo. Quanto ringrazio tutto e tutti per averVi trovatE al LETTO N° 6..
    Un abbraccio e grazie per questi ricordi intensi.

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