Questa
estate ho letto molto, da come non mi capitava da tempo. I libri sono
stati il mio rifugio, il luogo dove scappavo, quando potevo, non
appena sentivo i morsi dell'angoscia strisciare su di me, prima che
mi mancasse il fiato...
Leggere
per spegnere il cervello. Ci sono tanti modi di leggere, questa
estate il mio è stato quello anestetizzante. Funziona.
Ho
letto senza criterio, senza un ordine preciso e senza nessuna
programmazione; a parte i libri per il prossimo Bookcoaching, di cui
però ve ne parlerò a parte.
Se
vi ricordate vi avevo già parlato di Acciobooks, un sito dove è
possibile scambiare i libri; non sono una sua grande frequentatrice,
è raro che io vada alla ricerca di un volume al suo interno, ma
continuo ad inserire nel mio profilo i libri che non sono
intenzionata a tenere (un modo come un altro per fare decluttering o
almeno rimanere in pari coi numeri). Sovente quindi sono gli altri a
contattare me e a chiedermi uno scambio, così io vado sul loro
profilo e valuto se c'è qualcosa di mio interesse. E' così che sono
entrata in possesso di “Manuale per ragazze di successo” di Paolo
Cognetti: una piccola raccolta di racconti che si è fatta leggere in
modo snello. Ho apprezzato moltissimo l'abilità dell'autore di
cambiare tono e registro a seconda del racconto, era precisa la
sensazione di ascoltare ogni volta una voce diversa. Alcuni racconti
mi hanno coinvolta di più, altri un po' meno, non posso però
affermare di essere rimasta colpita e non mi è venuta voglia di
leggere altro dello stesso autore. Voi lo conoscete? L'avete letto?
Quando
è uscito “Gli sdraiati” di Michele Serra, avendone sentito
parlare bene, me lo sono appuntata pensando di leggerlo il giorno in
cui VV sarebbe stata un'adolescente. Ne sono entrata in possesso
tramite Acciobooks e così, alla fine, non ho più aspettato. Anche
di questo autore, come per Cognetti, non avevo mai letto nulla; anche
questo, come il precedente, è stata una lettura snella e veloce, che
mi ha fatta sorridere e anche un po' arrabbiare: con la figura del
padre e non, come immaginavo, con il figlio. Non mi sono immedesimata
più di tanto, forse perché con VV non sono ancora nella fase
dell'adolescenza o, possibile?, perché non ho un figlio maschio. Ho
trovato, in ogni caso, diversi punti di riflessione e alcune frasi
sottolineate sono entrate nell'olimpo del mio quadernetto.
Questo
invece è il libro che è venuto in viaggio con me in Scozia: autrice
scozzese e ambientazione edimburghese, in un secondo tempo ho
poi scoperto che su questo testo è stato basato il film “La strana
voglia di Jean”, la cui protagonista Maggie Smith ha vinto l'Oscar
come miglior attrice.
Durante
il viaggio in Scozia, ad essere sincera, ho letto davvero poco:
partivamo al mattino presto e tornavamo la sera tardi, una volta a
letto ero così stanca che crollavo addormentata; ho finito quindi di
leggerlo una volta tornata a casa. Speravo, con questa lettura, di
respirare di più l'aria scozzese o immergermi ulteriormente nello
stile di vita di quella regione, cosa purtroppo che non è avvenuta:
a parte alcuni brani descrittivi (davvero pochi), “Gli anni
filgenti di Miss Brodie” di Muriel Spark non mi ha fatta sentire
parte di quella terra, poteva quasi essere ambientato ovunque, al
punto che ero convinta che si fossero basati su di lui per girare un
altro film, “Mona Lisa Smile”.
Lui
è IL Libro della mia estate 2016. A lungo nella mia wish list, quei
libri che sei curiosa di leggere ma alla fine non è mai il momento
perché altri attirano sempre di più la tua attenzione, poi te lo
ritrovi davanti in biblioteca e pensi «Ma
sì, dai...». Una volta iniziato a
leggerlo non riuscivo più a posarlo, proprio quel tipo di lettura
che ti regala delle bellissime occhiaie perché non è mai il momento
di spegnere la luce e andare a dormire. Da tempo non mi capitava di
affezionarmi così tanto ai personaggi di un libro, al punto da non
volerli abbandonare, al punto di preoccuparmi per loro, al punto che
se l'autrice non me li trattava bene sarei andata ad aspettarla fuori
di casa... L'idea di fondo poi è geniale: basandosi su “Orgoglio e
pregiudizio” di Jane Austen, “Longbourn House” di Jo Baker
narra le vicende della servitù della famiglia Bennet e lo fa in
modo, a mio parere, magistrale. Questa lettura, sì, ve la consiglio
davvero caldamente.
Ero
una ventenne e lo amavo alla follia, al punto che ho riletto dei suoi
libri, cosa che faccio raramente perché il tempo è sempre così
poco per sprecarlo rileggendo. Poi non so cos'è successo o
semplicemente le storie d'amore finiscono, forse sono cambiata e
Baricco no e ha smesso di farmi battere il cuore; però continuo a
leggerlo, così come alcuni continuano saltuariamente a sentire un
grande amore, una specie di forma d'affetto. O forse mi rassicura il
suo modo granitico di essere sempre uguale a se stesso, come entrare
in una casa abbandonata, dove nulla è cambiato, neanche l'aria che
si respira. Come due vecchi amanti che a letto compiono
inevitabilmente gli stessi gesti, poche sorprese ma reciproco
piacere. E ne “La Sposa giovane” di sesso ce n'è tanto.