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giovedì 14 gennaio 2021

Tra le righe - Donne che corrono coi lupi

Tra le cose che voglio sicuramente riprendere in mano durante questo nuovo anno c'è anche la newsletter.

Nata nel novembre del 2017, anno in cui a quanto pare avevo parecchio da scrivere, come raccontavo QUI, ha avuto in realtà un andamento molto altalenante. Il piacere però di avere un contatto diretto con voi, molto più approfondito rispetto al commento ai post sul blog, non è mai venuto meno.

E proprio perché di approfondimento voglio che tratti, ho deciso che dedicherò buona parte dei prossimi mesi a scrivervi mail su una lettura in particolare: “Donne che corrono coi lupi”; un po' psicologia, un po' spiritualità, tanta poesia, miti e fiaba, un libro culto sulla donna selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice. Su che cosa significhi per me questa lettura ve lo avevo raccontato QUI e QUI; l'intento della newsletter sarà invece proprio quello di una lettura condivisa, nel senso che io lo leggerò per voi e capitolo per capitolo vi racconterà sensazioni, impressioni, riflessioni e vi darò eventuali spunti. Se avrete voglia di leggerlo a vostra volta sarà ancora meglio, ma non è per forza necessario.

Nel caso non siate (ancora) iscritti alla mia newsletter, farlo è molto semplice: inviatemi una mail a leparoleverrano [@] libero.it mettendo nell'oggetto “Scrivimi”.

Andate nel bosco, andate. Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non avrà mai inizio. Andate nel bosco, andate.

Allora, ci inoltriamo?


lunedì 13 gennaio 2020

Una decade di libri


Va detto sinceramente: se non avessi visto sbandierato a destra e manca il fatto che stava per iniziare una nuova decade, forse non ci avrei fatto caso e, ancora più onestamente, non è che gli dia tutta questa importanza. Quando ho visto il proliferare di #tenyearschallenge, mi sono detta perché non fare qualcosa di simile ma con i libri che ho letto in questi dieci anni, magari salta fuori che ogni anno ha la sua peculiarità. Così è, in effetti.
I miei ultimi dieci anni di vita attraverso i libri che ho letto:

2009 Cathleen Schine “I Newyorkesi”

L'anno del matrimonio, che mi ha vista anche leggere libri come “Il galateo del matrimonio” ma, sopratutto, l'anno del viaggio di nozze nella grande mela e il realizzarsi di un sogno.
Complice l'amore per i loro amici a quattro zampe, un gruppo di persone più disparate si incontrano, si conoscono e stringono amicizia sullo sfondo di una New York lontana dall'immagine caotica che tutti conoscono. Romanzo piacevole, forse a tratti un po' lento, gli amanti dei cani avranno ossa per i loro denti.

2010 Daria Bignardi “Non vi lascerò orfani”

Una delle prime frasi che condivisi nel blog, inaugurato proprio in questo anno, è tratta da questo libro, che mi commosse molto. L'autrice racconta del suo rapporto complicato con la madre, perso da poco, con una nostalgia, una malinconia e un affetto che difficilmente vi lascerà indifferenti.

2011 Annie François “La lettrice. Biografia di una passione”

Ho dovuto sceglierne uno, ma in realtà i libri a tema “leggere/scrivere” letti in questo anno sono davvero molti. Credo farò un post, o di più perché forse uno diventerebbe troppo lungo, per condividere con voi questa mia passione sulla mia passione: la lettura e tutto ciò che gli gira intorno.
Questo volume in particolare è per gli amanti del libro come oggetto in se, prima ancora del contenuto: il piacere tattile e olfattivo, grana della carta e copertina; il timore di sciuparlo, la paura di doversene liberare per fare spazio ai nuovi venuti.

2012 Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi”

Questo libro è magico, l'ho detto e ridetto. So con certezza che dopo averlo finito, il suo prodigio è avvenuto dentro di me slegando nodi che non sapevo neanche di avere.
Attingendo alle fiabe e ai miti delle più diverse tradizioni culturali, Clarissa Pinkola Estés fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi.
Sento di averne nuovamente bisogno e credo sia giunto il momento di rileggerlo. Io non rileggo quasi mai.

2013 Francesco Piccolo “Storie di primogeniti e figli unici”

L'anno in cui è nata VV e in cui le mie letture sono state abbastanza, ma non completamente, monotematiche. Tra tutti i manuali e romanzi a tema, questo è quello che mi ha fatta ridere più e più volte. Siamo tutti figli e tutti ci riconosceremo in uno o più dei racconti che l'autore ha scritto sull'infanzia, con il suo grande dono di sapersi soffermare sulle piccole cose.

2014 Alice Munro “Uscirne vivi”

Durante la prima passeggiata che feci dopo essere uscita dall'ospedale, in seguito a quello che si rivelerà essere solo il primo degli interventi chirurgici che subirò, mi recai con grande fatica fino a una libreria e quando vidi questo titolo lo considerai profetico. Questa raccolta di racconti in realtà non mi piacque molto, ma riassume in due parole quello che fu per me quell'anno.

2015 Marie Kondo “Il magico potere del riordino”

Riordino, minimalismo, decluttering, downshifting sono diventati parte integrante della mia vita; azioni che quando le pratico hanno il potere di rimettere in quadro non solo la casa e la vita che conduco, ma anche dentro di me. È un processo che non ha mai fine e che, ogni volta, ti fa scoprire cose nuove su te stesso.

2016 Marco Peano “L'invenzione della madre”

In realtà, oltre a questo libro, ne avevo scelti anche altri tre, perché il 2016 non è stato solo l'anno in cui ho scoperto di essere malata, ma anche quello del Bookcoaching e del bellissimo viaggio in Scozia. Però la malattia l'ha fatta da padrona. Un romanzo autobiografico in cui l'autore, pagina dopo pagina, prende commiato dalla madre malata terminale. È straziante, ma vale la pena leggerlo.

2017 Alessio Cuffaro “La distrazione di Dio”

L'anno in cui ho deciso di iniziare la rubrica #turineisa e che mi ha fatto conoscere autori poco noti ma molto bravi. Del libro ne avevo parlato QUI e QUI trovate tutti gli altri #turineisa. Vale la pena incamminarsi su sentieri poco battuti, molto spesso si fanno belle scoperte. Inutile aggiungere che non vale solo per i libri.

2018 Debra Adelaide “Vorrei lasciare tutto in ordine”

Mi sono resa conto che non avevo ancora avuto fino in fondo paura di morire, che in me era ancora rimasta una piccola speranza, che poi è stata scacciata via. La paura è arrivata, ha piantato le tende e io non sapevo come gestire questo ospite sgradito. Questo libro, di una donna malata che prende congedo dalla sua famiglia, e che pensa che per poterlo fare debba lasciare tutto in ordine è stato come un gioco di ruolo: mi ha fatto vedere come potrebbe succedere, che succede anzi e che, in qualche modo, paradossalmente, “sopravvivono” tutti, se mi passate il termine contraddittorio. Mi ha, mi ripeto paradossalmente, rassicurata.

2019 Concita De Gregorio “Così è la vita. Imparare a dirsi addio”

Rifugiarmi nei libri forse è un gesto ingenuo, come se tra le pagine potessi trovare sempre le istruzioni sulla vita, però molto spesso per me è così. O, se non proprio le regole del gioco, trovo almeno un po' di consolazione, mi sento meno sola, se non addirittura compresa.
La morte fa parte della vita, rendersene conto è molto doloroso, accettarlo ancora di più. Concita De Gregorio ha un tono di voce pacato, intimo, comprensivo quando racconta episodi che hanno a che fare proprio con questi temi tabù: malattia, insuccessi, morte; e ti accompagna per mano, attraverso il dolore.

Quali letture mi regalerà questa nuova decade? Sono molto curiosa di scoprirle.
Una cosa è certa, i libri sono i compagni più fedeli della mia vita.

venerdì 28 dicembre 2012

Un anno di "Le parole verranno"

Pochi giorni fa mi sono divertita a ripercorrere questo ultimo anno, così com'è nel mio blog, e ho scelto i post che per me sono i più significativi.
Spero faccia piacere anche a voi, questo piccolo amarcord...

A gennaio ho imparato ad essere coraggiosa, libera e sincera in “If You Want to Write”. Febbraio è trascorso in compagnia di Sylvia Plath e il suo “Rigirarsi le parole in testa”. Momenti difficili a marzo mi hanno fatto desiderare “Una poesia anche per me”. Aprile è stato il mese dell'amore, anzi “The History of Love”. Maggio lo ricordo come il mese delle amicizie, nate su internet e diventate realtà a quello che è stato “Il Salone degli incontri”. Giugno l'ho dedicato interamente a Virginia Woolf, le ho scritto una lettera “Mortificata” e l'ho riscoperta in “La nuova Virginia”. Luglio è stato un altro mese complicato per me e avrei voluto che “In un attimo già domani”... Ma agosto, settembre e ottobre, grazie a “Un libro e 90 centimetri di altezza”, “Donne che corrono con i lupi” mi ha regalato “Piedi nuovi”. Novembre l'ho trascorso in “Good Company” e dicembre... bhe a dicembre il dono più bello con “Lo dico con un libro 3”.

Ho fatto tanta strada, in compagnia dei miei amati libri e vostra, e riguardandomi in dietro, mi sono resa conto che mai come in questo anno ho compiuto passi da gigante. Il cammino è ancora lungo, sono solo all'inizio del mio percorso, ma credo di aver trovato la direzione giusta.
Mi regalerò ancora qualche giorno di vacanza, continuerò quindi ad essere poco presente sul blog, ma non mancheranno gli auguri di fine anno.

Ti porterò sempre nel mio cuore 2012, sono caduta tante volte, ma sono fiera delle mie cicatrici.

mercoledì 10 ottobre 2012

Piedi nuovi

Sono nuovamente a parlare di “Donne che corrono coi lupi” perché penso davvero che tutte le donne dovrebbero leggerlo ma qualcuno mi ha chiesto, implicitamente, di cercare di essere un po' più convincente (un sorriso Clara).
Pensavo di “scafarmela” scopiazzando un paio dei brani che più mi hanno colpito del libro ma, rileggendo le parti sottolineate, mi sono accorta che non solo quelle frasi parlano a me soltanto, ma che si rivolgono alla me di adesso. Se tra sei mesi, un anno, lo rileggessi ho la certezza che sottolineerei altri brani, altre parole, perché sarei in un punto diverso del mio cammino.
E' un libro che si rivolge solo a noi donne, è scritto per noi, è un libro che fa riflettere, che ci aiuta a raggiungere maggiore consapevolezza di noi stesse. Non da regole, non è un manuale, dice semplicemente le cose come stanno, sta a noi decidere che cosa vogliamo fare, come e quando.
Così di brano ne ho scelto solo uno, che dice tutto e niente, ma che vuole essere il mio invito:

C'è una semplice porta che attende di essere valicata: dall'altra parte ci sono piedi nuovi. Varcatela, dunque. Strisciando, se necessario. Smettete di far chiacchiere e di lasciarvi ossessionare. Fatelo e basta.

Nulla fa risaltare la luce, la meraviglia, il tesoro, quanto l'oscurità. «Non temere di “non sapere”». Seguire il richiamo anche quando non abbiamo la più pallida idea di dove andare, di quale direzione prendere, e per quanto tempo... Andare è difficile, è davvero difficile rinunciare a quello che ci ha tenuto tanto occupate, e andare.
Andiamo, varchiamo quella porta.

domenica 30 settembre 2012

Donne che corrono coi lupi

Volevo scrivervi di “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés, il libro di cui vi avevo accennato qui. Sono parecchi giorni che ho finito di leggerlo, nel frattempo ne ho già letto un altro, ma ho difficoltà a mettere in ordine i pensieri, le sensazioni, gli spunti che mi ha regalato questa lettura.
Questa mattina ho preso il libro tra le mani; lo sfogliavo e mi soffermavo a rileggere le parti che avevo sottolineato, ho iniziato a ricopiarne alcune, altre le ho evidenziate, ho inserito dei post-it e senza che me ne accorgessi si è fatta ora di pranzo. Non ero neanche a metà del libro.
Mi limiterò a dirvi questo: leggetelo. Tutte le donne dovrebbero leggerlo. Anche se all'inizio farete fatica perché è scritto in un linguaggio strano. Anche se alcune storie e alcuni termini possono sembrare un po' troppo fantasiosi, ridicoli e vi fanno sorridere. Proseguite nella lettura anche se vi sembrerà dirvi cose scontate, ovvie e semplicistiche. Continuate fino alla fine, anche se siete dubbiose e scettiche, anche se avete l'impressione che non vi stia “parlando”, anche se lo trovate lungo e interminabile. E prendete appunti, sottolineate, evidenziate, scrivete i vostri pensieri e impressioni.
Un giorno, una domenica mattina vi capiterà, come è successo a me oggi, di aprire per caso il vostro diario (se ne tenete uno, e se non lo fate, fatelo!), di leggerne una pagina e di restare senza fiato per la chiarezza, la semplicità, quasi la facilità con cui avete visto chiaro in voi stesse, con cui vi siete lette dentro. Vi troverete come me a domandarvi “Ma quando l'ho scritto?”. E scoprirete che è stato mentre leggevate “Donne che corrono coi lupi”.