Vi
confesso un mio guilty pleasure, iniziato questa estate: quando mi
sento stanca e ho bisogno di staccare un po' dalla vita prendo
l'I-pad, metto le cuffie e guardo una puntata di “Keeping up with
the Kardashian” su Amazon Prime, un reality in cui Kim Kardashian e
la sua famiglia aprono le porte della loro casa e vita. Non mi è
ancora ben chiaro che cosa sia ad attirarmi e che cosa mi spinga a
guardarlo, sono così lontani dal mio mondo e dal mio modo di essere.
Sebbene sovente la percezione che molto di quello che accade sia
costruito, mi affascina però vedere che cosa hanno deciso di
raccontare e come. Se ci pensate tutti noi siamo una continua
narrazione di noi stessi e di quello che ci accade, come decidiamo di
interpretarlo, come lo facciamo diventare storia e come quello che
siamo sia fondato proprio su questi racconti.
Perché
la favola americana è tra
quelle che ci cattura più di tutte? Così come nei Kardashian, i
temi su cui gli americani basano la loro narrazione sono sovente due:
la famiglia e il lavoro. La prima è il punto di partenza da cui ogni
singola persona prende l'avvio per avverare, attraverso il lavoro, il
famoso American Dream. Sono grandi sostenitori dell'indipendenza del
singolo, nel nostro immaginario li vediamo partire per andare
all'università e da lì realizzare i loro sogni, o meglio, Il Sogno.
Attraverso
il cinema e Hollywood questa ricerca spietata del sogno è arrivata
fino a noi e il suo magnetismo non si è mai affievolito, se non
forse negli ultimi tempi, quando abbiamo incominciato a vedere delle
incrinature, a capire che gli americani e l'America non sono solo un
unico popolo, ma un vasto territorio e una moltitudine di persone. I
sogni però sono duri a morire...
Ecco
allora qui di seguito tre romanzi vecchiotti, in cui l'American Dream
era nel pieno del fulgore, più un libro italianissimo.
Irwin
Shaw “Povero ricco”
Una
saga familiare che vede per protagonisti i tre fratelli Jordache:
Rudolph,
diligente e studioso, seguace del vangelo americano dell'efficienza;
Gretchen che sfrutta la propria femminilità per farsi strada nella
vita; e infine Thomas che si fa largo a pugni prima nella strada e
poi sul ring. Ciascuno insegue il proprio sogno di felicità, illuso
e sconfitto di continuo, ma ostinato a far vivere il “sogno
americano”, l'idea che si possa democraticamente scalare le vette
del potere e riempire la propria vita con la ricchezza e gli agi.
Sloan
Wilson “Scandalo al sole”
Un
altro motore
del sogno americano? L'amore e il matrimonio. Proibito, contrastato,
tra classi sociali differenti, per soldi o riparatore. Due coppie e i
rispettivi figli si ritrovano a distanza di venti anni, tra passioni
che nascono, fuochi sopiti che riprendono forza, un'isola deserta e
selvaggia a fare da sfondo. L'amore trionferà?
Pat
Conroy “Il principe delle maree”
Molti forse conosceranno il film,
che invece io non ho visto. Il protagonista di questo libro è il
profondo Sud Carolina. Narrato in prima persona da Tom, il maggiore
di tre fratelli, tra un continuo flash back e un presente newyorkese,
conosciamo la triste storia della famiglia Wingo e come il silenzio
sia spesso la più profonda delle ferite.
Mario
Soldati “America primo amore”
In questo libro scopriamo un giovane
Soldati non immune dal grande sogno americano, che sbarca dopo una
lunga traversata per mare, a New York e vede infrangersi tutte le sue
fantasie al contatto con una realtà ben diversa. L'autore paragona
il suo amore per gli Stati Uniti a quello per un'amante, che non
diventerà mai moglie, “e la realtà che stringe, la ama come se
non la stringesse: con la semplicità negata a qualunque possesso, e
unica del desiderio.” Un po' reportage, un po' diario di viaggio,
un po' romanzo, un libro su cui l'autore è tornato più volte nel
corse di quarant'anni, proprio come un sogno che non si riesce a
smettere di sognare.