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lunedì 21 novembre 2016

C'è posta per te


Il blog domani compie sei anni e io quest'anno sono in vena di festeggiare, soprattutto di dire grazie, perché questa piccola stanza tutta per me continua ad essere un posto accogliente e prezioso che mi regala tanto. In tutti questi anni ho sempre ammesso di scriverlo principalmente per me stessa, non posso non ammettere però che provo il maggior piacere quando incontro i miei lettori nei commenti (e non solo) così e a voi, lettori e commentatori più assidui, che va il mio grazie più grande:


Per dimostrarvi tutta la mia gratitudine e affetto, perché ormai mi sono affezionata, avrei piacere di farvi un regalo: un libro, ovviamente. Non un libro qualunque, ma uno mio, appartenuto a me, scelto per voi e pensando a voi dalla mia libreria, con le mie sottolineature, i miei appunti a margine, il mio ex-libris. Per farlo ho bisogno del vostro indirizzo di casa (mandatemelo via mail), comprenderò ovviamente se qualcuna di voi potrebbe non voler condividere un'informazione privata, in tal caso mi inventerò un regalo virtuale da inviarvi per posta elettronica. Confesso però che spero vivamente di fare al più presto un po' di coda alla posta carica di piego di libri da inviare. E poi ovviamente morirò dalla curiosità di sapere se avrò scelto il libro giusto per voi...
Grazie, grazie e ancora grazie. E buon compleanno a noi!

venerdì 8 aprile 2016

Dov'è finito il mio nome?


Se vi chiedessero se volete cambiare nome e ne aveste la possibilità cosa fareste? Vi piace come vi chiamate? O portate il vostro nome come portate il colore dei vostri occhi: qualcosa con cui ci siete nati e non potete cambiare.
A mia madre, per molto tempo, il suo nome non è piaciuto; da ragazzina mentiva e dichiarava di chiamarsi addirittura con un altro nome, ha rotto l'anima a mia nonna chiedendole incessantemente il perché di quel nome infelice per poi, crescendo, venirne a patti. Un mio amico, ormai adulto, ha deciso di cambiare il suo cognome perché non lo sentiva suo, c'era una lettera di troppo. Poche settimane fa lo stato italiano si è accorto di un'incongruenza tra i miei dati anagrafici e il mio codice fiscale. Io ho sempre fatto la gnorri perché temevo di finire in un ginepraio burocratico ma non vi dico le ramanzine che ho dovuto sorbire in ospedale, quando ho partorito VV: «Signora, è come se ci fossero due persone!». Ora sono in attesa di capire che nome avrò, spero quello scelto da me, anzi dai miei genitori.
Il nome che portiamo, insomma, ha a tutti gli effetti la sua importanza, non è cosa da poco. E' la prima cosa che ci viene chiesta come ci chiamiamo; Dio, creato il mondo, da il compito all'uomo di dare un nome a tutti gli esseri e tutte le cose, mica pizza e fichi...
Quando mio marito ha scoperto l'esistenza di questo libro, la possibilità di creare una storia con il nome del tuo bambino/nipote/amico/innamorato, mi è sembrata un'idea bellissima.


La grafica, inoltre è molto ben curata e i disegni sono davvero belli e accattivanti.


Un'avventura con le lettere del tuo nome, una viaggio alla ricerca metaforica di te stesso perché capita a tutti, prima o poi, di smarrirsi, di non sapere più chi si è.


Inutile dirvi che ci è piaciuto così tanto che, dopo averlo regalato a VV, l'ho preso anche per uno dei suoi cuginetti e ora per il figlio di una mia amica. Con quest'ultimo acquisto ho ricevuto in regalo tre buoni sconto del 20% per i futuri acquisti e ho deciso di condividerli con voi. I buoni hanno scadenza tra 90 giorni, i tempi quindi sono ristretti, chi vuole partecipare al sorteggio è sufficiente me lo faccia sapere scrivendo nei commenti. Avete tempo fino a domenica 17 aprile e il giorno seguente, lunedì 18, comunicherò i tre fortunati vincitori. In bocca al lupo!

UPDATE: Considerati i soli due commenti, posso annunciare che entrambe Stefania e Martina  sono vincitrici di un buono sconto per il libro! Spero vi piaccia e buona lettura!

mercoledì 7 dicembre 2011

La sua bambina



“Gesù Bambino ha portato un regalo anche a me!” dissi, e aprii la giacca per meglio far comprendere a cosa mi riferivo. Era il giorno di Natale al ritorno dalla Santa Messa. Se volevo sbalordire i miei amici ci ero riuscita. Mi guardarono da prima stralunati, poi increduli; quando capirono che parlavo sul serio, mi investirono di domande. Ma come potevo essere contenta di avere un altro figlio, quando ne avevo già due, e proprio ora che erano già cresciuti? Ma che voglia avevo? E via di questo passo. Io godevo nel vedere questo imbarazzo nei loro visi, quasi scandalizzati. Graziano, mio marito, ed io eravamo felici, avendo due maschietti, Massimiliano di nove anni e Alessandro di sette, speravamo fortemente che questa nuova gravidanza ci portasse una femminuccia.
Non era stata programmata ma “ci era caduta come una tegola sulla testa”. Infatti non pensavamo di avere un altro figlio, due ci sembravano più che giusti. Ad essere sincera, appena scoprii di essere incinta non ne fui troppo felice, anzi ero preoccupatissima. Mi chiedevo in continuazione come avremmo fatto a cavarcela; io lavoravo, sarei riuscita a lavorare e crescere tre figli? Dunque i primi giorni di gravidanza non furono proprio sereni.
Cominciai anche a stare male, molto di più rispetto alle gravidanze precedenti. Fu proprio questo star male che fece pensare sia a me che a mio marito che molto probabilmente si trattasse di una bambina. Entrai così in uno stato di grazia particolare, cominciai ad aspettare la mia bambina (eh sì, perché ormai mi sentivo quasi sicura che fosse una lei) con gioia e trepidazione e coinvolsi tutti nell’attesa.
Mio marito, che all’inizio aveva avuto le mie stesse perplessità, era felice e non faceva altro che coccolarmi; mi sosteneva nei momenti in cui stavo male. Massimiliano e Alessandro poi erano addirittura elettrizzati all’idea di avere una sorellina e diventarono impazienti. Quante domande mi facevano: quanto è grande adesso? Quanto è lunga? Ma mangia lì dentro? Ma non sta stretta? E poi mettevano le loro mani sul mio ventre per sentire i suoi calcetti. Quanti calci dava, sembrava un terremoto. Il suo caratterino incominciai a definirlo già mentre era ancora nel mio grembo, capii già da allora che sarebbe stato un carattere forte e irrequieto.
Quando aspettavo i due maschietti i nomi li scegliemmo io e mio marito, ma ora c’erano anche i fratellini a dire la loro, così ci mettemmo tutti d’accordo e il nome che piaceva ad Alessandro e Massimiliano piaceva anche a noi, e quel giorno fu deciso che ti saresti chiamata “Francesca”.
Fu una calda domenica di luglio, nel pomeriggio eravamo stati a passeggiare al parco Ruffini assieme ai nostri amici. Guardavo con un po’ d’invidia la mia amica Mirella, che spingeva orgogliosa la carrozzella con dentro il suo bel bambino. Io invece mi trascinavo stancamente per i viali del parco con il mio enorme pancione, ero in ritardo di qualche giorno, faceva un gran caldo e mangiavo granite per sentire un po’ di fresco.
Tornati a casa mi lamentai del male alla schiena con mio marito. Tutti e due pensammo alla stessa cosa, cioè tutti e quattro, eh sì perché anche i tuoi fratelli erano in attesa. Non ci sbagliammo, i dolori aumentavano e si facevano sempre più vicini così, presa la valigetta già pronta, il tuo papà mi accompagnò all’ospedale. Soffrii anche per te come per i tuoi fratelli, ma fu un travaglio più breve, infatti nascesti due ore dopo. Chiesi subito ai medici che avevo intorno: “Cos’è?”. Loro mi risposero chiedendomi cosa avessi a casa. “Due maschietti” risposi. E loro dissero: “Questa è una bambina”. Piansi di gioia. Era nata Francesca, la nostra bambina. Pensai alla gioia che avrebbero provato il tuo papà, i tuoi fratelli e tutti quelli che ci volevano bene e mi sentii immensamente felice.

Con questo racconto partecipo al contest di Mamma è in pausa caffè anzi, è più corretto dire partecipa, perché l'ha scritto, tanti anni fa, mia madre proprio su quei fogli di bloc-notes che si vedono nella foto, quando era ricoverata in ospedale e un brutto male l'ha tenuta, per molto tempo, lontana dalla sua bambina.



lunedì 1 agosto 2011

And the winner is...

Finalmente è arrivato il giorno del sorteggio per il mio primo giveaway. Ed è con emozione che annuncio che la vincitrice è:



Congratulazioni Nina! Spero che la vincita ti regali un sorriso in questa giornata un po' no...
Scrivimi a leparoleverranno@libero.it l'indirizzo a cui inviare il libro e la lettera.
A tutte le altre: grazie di aver partecipato e non demordete, ho già in mente altri due giveaway. Stay tuned!

domenica 17 luglio 2011

tretre years old

Tretre libri letti in tretre anni di vita...

Anna Frank “Il diario di Anna Frank”
De Amicis “Cuore”
Elias Canetti “La lingua salvata – Storia di una giovinezza”
George Orwell “La fattoria degli animali”
Umberto Eco “Il nome della rosa”
Natalia Ginzburg “Lessico famigliare”
Gabriel Garcia Marquez “L'amore ai tempi del colera”
Gabriele D'Annunzio “Il piacere”
John Steinbeck “Uomini e topi”
Cormac Mc Carthy “Cavalli selvaggi”
Antoine De Saint-Exupèry “Il piccolo principe”
Tolkien “Il signore degli anelli”
Isabel Allende “Paula”
Alessandro Baricco “Seta”
Virginia Woolf “Mrs Dalloway”
I gialli di Robert Crais
Fred Uhlman “L'amico ritrovato”
Raymond Carver “Il mestiere di scrivere”
J.M.Coetzee “Age of Iron”
Michael Ondaatje “In the Skin of a Lion”
Michael Cunningham “The Hours”
Virginia Woolf “Diario di una scrittrice”
Cecelia Ahern “Ps, I Love you”
Quentin Bell “Virginia Woolf”
Colm Toìbìn “The Master”
Paul Auster “The Brooklyn Follies”
Jonathan Safran Foer “Extremely loud and incredibly close”
Sylvia Beach “Shakespeare and Company”
Raymond Carver “Niente trucchi da quattro soldi”
Niccolò Ammaniti “Come Dio comanda”
Emily Dickinson “Lettere 1845-1886”
Siri Hustvedt “Elegia per un americano”
Murakami Haruki “L'arte di correre”

Oggi è il mio compleanno e mi è stato insegnato che non c'è miglior modo di festeggiare se non donando qualcosa a mia volta. Quindi fatemi gli auguri (con un commento, diventando miei follower, con una e-mail, come meglio vi suggerisce la fantasia... solo fate in modo che io lo sappia!) e un fortunato sorteggiato riceverà un regalo da me. Un libro, ovviamente, e una lettera...

E come è scritto sulla pagina di oggi nella mia Moleskine, una frase letta non ricordo più dove e quando:

Do not regret growing older, it is a privilege denied to many.
Unknow


P.S. Il sorteggio avverrà domenica 1 agosto. Stay tuned!