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mercoledì 6 luglio 2016

Guida sragionata alle letture in vacanza, 3


E per chi rimane in città? Ho sempre e solo vissuto a Torino (a parte pochi mesi a Londra), quindi non posso che consigliare un libro ambientato in questa città.
Se penso a Torino io la penso donna; una signora elegante, riservata, silenziosa e misteriosa. Torino sembra sempre nascondere un segreto, fa la ritrosa, mantiene le distanze, può sembrare fredda e scostante, non vuole essere disturbata. Avrebbe tutti i numeri per tirarsela, ma non è interessata, non ha tempo da perdere in queste cose. Ma se non avete fretta, le concedete tempo, Torino sarà ben felice di aprirsi con voi e la scoprirete ragazza, un po' pettegola, un po' leggera, pronta allo scherzo, ma sempre senza esagerare, senza mai essere volgare.
“La donna della domenica” di Fruttero e Lucentini e un libro senza tempo che, a mio parere, descrive meglio questa città, la sua atmosfera, e i suoi abitanti: ambientato proprio in estate, considerato il capostipite del giallo italiano, la trama si snoda tra i vizi, l'ipocrisia, le comiche velleità e gli esilaranti chiacchiericci che animano la vita della borghesia piemontese. Io ho amato il commissario Santamaria e Anna Carla, una dei sospettati; questi due insieme fanno scintille!

Le città ad agosto non sono più quelle di una volta: addio serrande abbassate, addio strade vuote e silenziose, ma se il caldo non vi invoglia comunque ad uscire, ora avrete l'imbarazzo della scelta a portata di mouse. Dal 21 giugno 2016 il Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana (SBAM) offre a tutti gli iscritti delle sue biblioteche un innovativo servizio di prestito digitale completamente gratuito, attraverso la piattaforma MediaLibrary On Line. Sono disponibili, sia in download sia in streaming che “open”, ebook, riviste e periodici, audiolibri, musica, video, banche dati e molto altro … il tutto gestibile da qualsiasi dispositivo (e-reader, tablet, smartphone e PC) 24 ore su 24 e 7 giorni su 7:

- 4.704 tra quotidiani e riviste (ad esempio Abitare, Casa facile, la Cucina italiana, Sale e pepe, Focus, Cosmopolitan, Gente, Star bene, Conde Nast Traveller e, tra i quotidiani, La Stampa, Repubblica, Libero, Il Correre della Sera e la Gazzetta dello Sport;
- 150.000 e-book;
- 60.000 e oltre file audio di qualsiasi tipo di musica;
- 405 banche dati, (ad esempio la Biblioteca digitale dell’Accademia delle Scienze dal 2005 a oggi, l’archivio de La Stampa, la Gazzetta Ufficiale Europea, l’archivio delle Teche Rai, ecc. );
- 2.000 immagini a libero access;
- Migliaia di audiolibri con la possibilità di scaricare gratuitamente ad esempio guide turistiche in formato .mp;
- 660 corsi on line in e-learning (astronomia, matematica, inglese, diritto….);
- 7.000 video, da Masha e Orso o Heidi ai documentari;
- 88.000 spartiti musicali;
- 68 app in italiano, soprattutto per bambin;
- 14.300 articoli tratti da giornali scientifici o di settore;
- 3.100 videogiochi.

A queste risorse digitali si può accedere dal catalogo delle biblioteche dello SBAM (.sbam.erasmo.it) oppure direttamente sul portale di MediaLibraryOnLine delle Biblioteche dello SBAM (sbam.medialibrary.it).
Il servizio è stato finanziato grazie ai fondi della Regione Piemonte.
Quando si dice l'imbarazzo della scelta. Se ora vi è venuta voglia di trasferivi a Torino, io vi capisco...

Ma non vi ho ancora detto dove andrò in vacanza?! Un po' di pazienza e vi svelerò la nostra destinazione. :-)

mercoledì 8 giugno 2016

Il lettore infinito


Quello che mi piace delle biblioteche è proprio la possibilità di prendere libri gratis, mi rendono una lettrice avventurosa, scelgo libri che non avrei mai considerato, o autori sconosciuti, o argomenti che per me sono un azzardo: male che vada restituisco tutto indietro, senza portafoglio ferire...
I saggi soprattutto, sono i tipi di libri che sì, magari l'argomento mi interessa, ma poi gli preferisco sempre un romanzo e il buono proposito di leggerne di più non funziona. Ad attirarmi di quest'ultimo è stato il titolo, “Il lettore infinito” di Aidan Chambers, e ricordo di aver proprio pensato: «Lo prendo, lo sfoglio, male che vada, al massimo lo riporto indietro...». L'ho letto in pochissimi giorni, perché è sottile, ma soprattutto perché il tema, la lettura, è affrontato da un punto di vista davvero inedito e mi ha fatto riconsiderare me stessa in quanto lettrice e sempre me stessa in quanto prima insegnante sull'argomento con VV; mi ha fatto inoltre riflettere sul cammino appena intrapreso con il Bookcoaching e mi ha confermato l'importanza della condivisione delle nostre letture. Ma andiamo con ordine.
L'autore fa una prima importante distinzione: si può leggere per hobby e per diletto oppure si può leggere per diventare lettori consapevoli, per sviluppare cioè anche un proprio senso critico; è a quest'ultimo tipo di lettori che il libro si rivolge.
A me non interessa assolutamente leggere per hobby o per passatempo... La lettura, per me, è uno strumento di riflessione. Come ci dice Clive S. Lewis, «la letteratura ci fornisce immagini con cui pensare», quando leggiamo letteratura «diventiamo mille persone diverse pur rimanendo noi stessi». Richard Hoggart ha scritto che riconosce valore alla letteratura «per il modo peculiare in cui esplora, ri-crea e ricerca i significati dell'esperienza umana; perché esplora la diversità, la complessità e la singolarità di questa esperienza». Attraverso la letteratura, aggiunge, noi guardiamo alla vita «con tutta la vulnerabilità, l'onestà e la profondità» che ci è concesso.
Fatta questa distinzione, Aidan Chambers incomincia ad illustrare come si diventa un lettore consapevole ed è a questo punto che ho incontrato le prime sorprese e in cui mi sono resa conto di quanto fossi poco preparata in materia.
L'idea che sia sufficiente circondare i bambini e i ragazzi di libri... per trasformarli in lettori consapevoli è assai ingenua.
Insegnare è un'arte complessa. Oltre a un'alta disponibilità di libri a cui accedere, fondamentali sono anche questi aspetti: come vengono esposti e presentati i libri, l'autonomia di scelta, il racconto di storie, le chiacchiere a tavola (!), il tempo per leggere e il tenere un diario delle nostre letture.
La storia delle nostre letture è infatti molto più di una semplice lista di libri. Essa è inestricabilmente intrecciata con la storia di come siamo arrivati a pensare in un certo modo, di come siamo diventati quello che siamo, e di come desideriamo diventare.
Se la lettura non avesse alcuna ripercussione sulle nostre vite, non producesse in noi alcun cambiamento o non orientasse il nostro comportamento, non sarebbe altro che intrattenimento, e difficilmente meriterebbe tutto il clamore che facciamo attorno a essa. Ma se, invece, influenza la nostra vita emotivamente, intellettualmente, eticamente e in tanti altri modi, come credo che sia, è allora importante scegliere con grande cura le nostre letture e ricordare il contenuto delle storie che abbiamo letto.
Tutti questi punti sono necessari non solo per spingerci a leggere di più, ma soprattutto per arrivare a un' altro passo: la condivisione delle nostre letture; solo così facendo si diventa lettori critici.
Leggere è un atto provocatorio, e produce degli effetti sul lettore... Attraverso la condivisione,... la lettura diventa un'attività sociale... La nostra è una società basata sulle parole...
Credo che il dialogo sia essenziale anche nelle nostre vite, non da ultimo perché la maggior parte di noi non conosce ciò che pensa fino a quando non lo esprime ad alta voce. A condizione, ovviamente, che sia in grado di esprimersi, evitando di disseminare parole prive di significato.
Parlare in modo competente dei libri che abbiamo letto è già in sé un'attività di valore, ma è anche il miglior allenamento per imparare a parlare in modo appropriato di qualsiasi altro argomento. Aiutando i bambini e i ragazzi a dialogare sulle proprie letture li aiuteremo a diventare buoni comunicatori per il resto della loro vita. E nell'era della comunicazione questa abilità è di fondamentale importanza.
Fondamentalmente, parlare di letteratura è una forma di contemplazione condivisa.
Potrei andare avanti all'infinito, ricopiarvi capitoli interi di questo libro che io definisco una ode alla lettura e alla letteratura. Potrei raccontarvi di «Dimmi», il bellissimo invito al dialogo che hanno inventato (e da cui prende il titolo la versione originale inglese: “Tell me”), dopo essere arrivati alla conclusione, in seguito a uno studio di osservazione, di come un semplice «Perché?» fungesse da inibitore della libera espressione dei bambini. Potrei rigirarvi l'invito dell'autore a scrivere la storia della vostra lettura: quando è iniziata? Come prosegue? Dove vi state dirigendo? Vi lascio con le parole di Jerome Bruner:
La letteratura mette al congiuntivo, rende strano, fa sì che l'ovvio sia meno ovvio, l'inconoscibile meno inconoscibile e i problemi di valore più accessibili alla ragione e all'intuizione... la letteratura è veicolo di libertà e di chiarezza, strumento dell'immaginazione e, anche, della ragione. E' la nostra unica speranza nella notte lunga e buia in cui ci muoviamo.

venerdì 4 dicembre 2015

Bedtime

 

VV ama molto andare in biblioteca, con mia somma gioia come potrete immaginare. Le piace molto l'angolino creato appositamente per i bambini, con tanto di tappeto, tavolini e sedie a forma di animali, è felice di avere la scusa per togliersi le scarpe e camminare scalza (la fatica che abbiamo fatto finita l'estate, quando le temperature hanno iniziato ad abbassarsi, a convincerla a tenere almeno le calze in casa!) e tutti quei libri a disposizione! Le prima volte il divertimento principale era proprio tirare fuori i libri, ora stiamo lentamente facendo progressi, riusciamo a leggerne qualcuno e rimettiamo sempre a posto prima di prendere un altro volume.
Sono io per ora a scegliere i libri da portare a casa, a meno che lei non mi chieda espressamente di prenderne uno che ha scoperto da sola, e sono contenta perché finora sui quattro o cinque che prendiamo in prestito sono sempre riuscita a trovarne uno che le piace particolarmente e che ci chiede di leggerle in continuazione. Ma, c'è un ma, alla fine il libro in questione le piace davvero troppo, si affeziona e, anche se finora non ha mai fatto capricci, ci ha espresso sovente il suo dispiacere di doverlo rendere. Oh cuore di mamma! Finirò per comprarle tutti i libri scoperti grazie alla biblioteca?!
Uno in particolare le è entrato davvero nel cuore, al punto che la prima volta ho rinnovato il prestito e poi, fatto trascorrere un po' di tempo, l'ho preso nuovamente. Ma VV continua a parlarne...
Abbiamo deciso così di farle una sorpresa e farglielo trovare sotto l'albero; temevo di non riuscire a trovarlo ma grazie ad Internet, è stato più semplice del previsto. E' in inglese e mi rende felice, perché è un'occasione in più per fare esercizio, ed è il libro perfetto da leggere prima di andare a letto. 

 
Credo che a colpire VV sia stato proprio il riconoscere nei fratellini protagonisti del libro gli stessi gesti che compie lei prima di andare a dormire, al punto che una sera, leggendolo, si è resa conta di essersi dimenticata di lavarsi i denti ed è voluta tornare in bagno per farlo! I libri sono molte cose, tra cui buoni insegnanti...

 
Non vedo l'ora che sia Natale, per vedere l'espressione di VV quando aprirà il pacchetto!

(Pensavo in futuro di condividere con voi i libri che scopriamo grazie alla biblioteca e che piacciono molto a VV, potrebbero essere uno spunto per voi, i vostri bimbi o nipotini. Fatemi sapere cosa ne pensate.)

lunedì 12 ottobre 2015

Il blocco del lettore


Ho avuto il blocco del lettore. Vi è mai successo? Finisci di leggere un libro e dopo non sai cosa iniziare. Ti ritrovi a fissare gli scaffali della tua libreria, pieni di libri che aspettano pazientemente il loro turno ma niente, nessuno che ti invogli a prenderlo e finalmente aprirlo. Sai che sei solo a metà della tua Reading Resolution ma anche se mancano pochi mesi alla fine dell'anno, non sono quelli i libri che vuoi leggere ora. Comprarne uno nuovo non puoi, gli scaffali di cui sopra griderebbero allo scandalo e il buon senso questa volta la spunta. I giorni passavano e io ero presa da un'insoddisfazione strana, guardavo il comodino vuoto la sera e mi saliva un po' di tristezza. Le sere che andavo a letto senza leggere stavano diventando troppo numerose, rischiavo una nuova crisi d'astinenza. Allora che fare? Sono andata in biblioteca.


Centinaia e centinaia di libri che aspettano solo te, di essere sfogliati, letti in parte o fino in fondo, di essere scelti e poi posati, di essere portati a casa. Gratis. Quanti ne vuoi, anche se già sai che non potrai leggerli tutti nei venti giorni concessi dal prestito. Ma li prendi lo stesso, presa dall'ingordigia e, finalmente, dalla voglia improvvisa di correre a casa e incominciare a leggere.
 

E voi, dove cercate ispirazione per le vostre letture?

venerdì 30 gennaio 2015

Dimmi ogni nome che apre le porte


La gita in biblioteca della scorsa settimana rientrava nell'ambito del progetto “Nati per leggere” a cui la mia biblioteca preferita aderisce, insieme anche al Comune dove abitiamo e alla pediatra di VV. Un progetto encomiabile, nazionale, nato nel 1999, che non posso fare a meno di apprezzare e appoggiare pienamente; progetto che ci ha donato, attraverso il Comune, un bellissimo libro quando è nata VV e che ci regala divertenti occasioni di incontro e di letture come l'ultima a cui abbiamo partecipato.
Lo scopo è molto semplice, come scrivono sul sito di “Nati per leggere”:
Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Questo è il cuore di Nati per Leggere. Dal 1999, il progetto ha l'obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l'abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all'approccio precoce legato alla relazione. 
In queste occasioni di incontro non sono solo i bambini ad imparare, ma anche i genitori. Mi sono divertita ad osservare VV e gli altri bambini completamente rapiti dal racconto letto ad alta voce (e ad un certo punto mi sono anche commossa nel vedere sentimenti ed emozioni, provocati dalla storia, palesarsi così chiaramente sul viso della mia bimba). Ma soprattutto ho potuto anch'io imparare nuovi modi di leggere e vivere i libri, scoprire nuovi autori, ascoltare i consigli degli esperti e avere dimostrazione di come i libri possono essere un valido aiuto per la vita di tutti i giorni. 
Tornate a casa, con il nostro bottino di libri presi in prestito, ho deciso che anche VV avrà la sua “Reading Resolution” per il 2015: leggeremo insieme i libri premiati ogni anno, dal 2010, da “Nati per Leggere” in occasione del Salone del Libro di Torino.
Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima.
Bruno Tognolini

venerdì 7 marzo 2014

Perfino nauseato

Ieri ho trascorso, dopo non so quanto tempo, un intero pomeriggio in biblioteca. In mezzo agli studenti che studiavano, ai pensionati che sfogliavano i quotidiani e al silenzio, interrotto solo da quei pochi che vagavano per gli scaffali, alla ricerca del prossimo libro da leggere.

In parole povere, i compiti da svolgere sono soltanto due. Rimettere i libri sugli scaffali o inviare con il montacarichi da uno dei piano superiori quelli appena richiesti al banco principale. Ogni mansione ha vantaggi e svantaggi, e ciascuna può essere svolta da chiunque abbia le capacità cerebrali di un moscerino della frutta.
Quando riponi i libri sugli scaffali devi confermare e poi riconfermare che il numero decimale Dewey del libro che stai mettendo via sia maggiore di un'unità del libro alla sua sinistra e minore di una di quello alla sua destra. I libri vengono caricati su un carrello di legno a quattro ruote, più o meno da cinquanta a cento volumi per seduta di archiviazione, e mentre guidi il piccolo veicolo nel labirinto di scaffalature sei solo, sempre ed eternamente solo, in quanto le scaffalature stesse sono inaccessibili a tutti salvo il personale della biblioteca, e l'unica altra persona che vedrai sarà uno dei tuoi colleghi fattorini, di servizio alla scrivania di fronte al montacarichi. Ciascuno dei diversi piani è identico a tutti gli altri: uno spazio grandissimo, senza finestre e pieno di file su file di imponenti scaffalature di metallo grigio, ciascuna stipata all'inverosimile di libri, migliaia di libri, decine di migliaia di libri, centinaia di migliaia di libri, un milione di libri, e a volte anche tu, che in quanto ad amore per i libri non hai niente da invidiare a nessuno su questa terra, ti ritrovi esterrefatto, angosciato, perfino nauseato quando pensi ai miliardi di parole, ai trilioni di parole contenute da questi libri.

Paul Auster
Vi auguro un fine settimane sommerso da parole, trilioni di parole, fino alla nausea.

martedì 4 febbraio 2014

E' nella mia natura

Voi non avete idea di quanti post io scriva mentalmente, tutti ovviamente accattivanti e interessanti. Passo intere giornate, mentre le mie mani sono occupate a fare altro, a dettare frasi e comporre temi. Alla faccia di chi predica l'importanza di essere presenti e concentrati al cento per cento su quello che si sta facendo... Peccato che io non sia altrettanto brava quando finalmente mi ritrovo davanti alla tastiera del pc.
Detto questo, che non vuole essere una lamentela ma solo una constatazione, ero indecisa se riflettere con voi su un tema che mi ha instillato involontariamente Sandra, cioè la promozione della lettura; o fare, visto che è appena iniziato febbraio, il punto della situazione sui buoni propositi che avevo espresso ad inizio anno.

...Mi chiameranno scontenta. Non posso farci nulla, l'irrequietezza è nella mia natura; a volte si agita in me fino a diventare dolorosa...

Charlotte Bronte
E' tempo di bilanci e, nonostante questo tratto del mio carattere che sto cercando di contrastare in tutti i modi, sono soddisfatta di come sia riuscita finora a rispettare i miei buoni propositi.
Nei momenti no, quando mi trovo a fissare un po' troppo insistentemente il bicchiere mezzo vuoto, mi obbligo ad elencare tutte le cose che sono riuscita a fare fino a quel momento della giornata. Può essere semplicemente un “attaccare la lavatrice”, dopo di che non posso più dire “non ho ancora fatto niente”. Sembra funzionare.
Ve ne sarete accorti, sto scrivendo di più sul blog e, non so se questo si noti, scrivo di getto e pubblico; che per me equivale a chiudere gli occhi e lanciarmi con il paracadute.
Sto anche leggendo di più e con una certa costanza. E siamo ad almeno una passata di smalto alla settimana! Sono addirittura stata in biblioteca; dopo non so quanto tempo, ho ritrovato il piacere di camminare tra gli scaffali pieni di libri, curiosare tra le sezioni “novità”... e disturbare gli studenti. Si perché con me avevo un esserino rumoroso ed ammiccante, una piccola smorfiosa che dispensa sorrisi (e pernacchie!) e poi si nasconde. La prima volta in biblioteca di VV e un po' anche la mia; la mia prima volta nella sezione bimbi, su un tappeto soffice e colorato, con sedie e scrivanie di dimensioni nanesche e un mondo di parole tutto da scoprire.

Gennaio, sei stato buono con me!


mercoledì 4 settembre 2013

Creare la vita dentro la vita


Per un'amante della corrispondenza cartacea come me, trovare nella buca della posta la prima lettera indirizzata a Vittoria è stata una grossa emozione. Si tratta di una lettera di benvenuto da parte del Sindaco della città di provincia in cui vivo. Una missiva molto speciale, perché presentandola in biblioteca Vittoria riceverà in dono un libro. Mi piace l'idea che il primo cittadino si auguri che un nuovo membro della comunità diventi un lettore, quasi a sottolineare che per essere un buon cittadino è importante saper leggere, e che questa passione vada coltivata sin da piccoli.
Sul retro della lettera è riportato un brano tratto dal libro “Non siamo capaci di ascoltarli” di Paolo Crepet, un brano che raccoglie quello che vorrebbero e si augurano per Vittoria e che mi ha commossa:

Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? … Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire vuoti, né pietire uno sguardo o un'ora d'amore. Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finché avrai forze e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, soprattutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapente lungo la linea dell'orizzonte. E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più intima.

mercoledì 23 gennaio 2013

I graduated from library

When I left high school, I had all my plans to go to college, but I had no money. And I decided then, the best thing for me to do is not worry about getting money to go to college – I will educate myself. I walked down the street, I walked into a library, I would go to the library three days a week for ten years and I would educate myself. It's all free, that's the great thing about libraries! Most of you can afford to go to college, but if you wanna educate yourself completely, go to the library and edcuate yourself. When I was 28 years old, I graduated from library.

Ray Bradbury

Tradotto da me: Quando finii il liceo, i miei piani erano di andare all'università, ma non avevo abbastanza soldi. Quindi decisi che la migliore cosa per me fosse non preoccuparmi di procurarmi i soldi per andare all'università – mi sarei istruito da solo. Camminai verso la fine della via, entrai in una biblioteca, sarei andato in biblioteca tre giorni alla settimana per dieci anni e mi sarei istruito da solo. E' tutto gratis, questa è la grande cosa delle biblioteche! La maggior parte di voi si può permettere di andare all'università, ma se volete istruirvi completamente, andate in biblioteca e istruitevi da soli. All'età di 28 anni, mi sono laureato in biblioteca.