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lunedì 10 aprile 2017

Guida per gentiluomini all'arte di vivere con eleganza

La vita di Arthur Camden è allo sbando. La moglie lo ha lasciato, l'azienda di famiglia è fallita sotto la sua guida. Per rimediare alla collezione di disfatte, Arthur tenta di dare una svolta alla propria esistenza, ma con risultati grotteschi.
Raramente mi capita di provare una così forte antipatia per il protagonista di un libro. Andavo avanti nella lettura di “Guida per gentiluomini all'arte di vivere con eleganza” di Michael Dahlie con la speranza di vederlo rinsavire e invece era tutto un susseguirsi di passi falsi. Pensavo in continuazione “Ma come si fa ad essere così ingenui?! Come si fa ad essere così stupidi?! Ma perché permette agli altri di mancargli di rispetto?!” e mi arrabbiavo e non mi capacitavo. Soprattutto non riuscivo a spiegarmi perché me la prendessi così tanto con lui, al punto che, inizialmente tentata di mandare al diavolo lui e il libro (ero proprio imbufalita!) ho proseguito la lettura anche per capire questo mio fastidio. Che cosa vedevo in Camden? Quale corda di me andava a toccare il suo modo di essere? Perché è innegabile che, quando i nostri sentimenti vengono coinvolti così tanto, un nervo scoperto è stato pungolato e brucia e fa male. La fuga è la prima reazione ma, consapevole che un libro si può chiudere in qualsiasi momento, ho trovato lo sprone ad andare avanti e di guardarmi sorprendentemente allo specchio.
Arthur ed io non abbiamo nulla in comune se non, ho poi scoperto, un piccolo enorme particolare: il bisogno di essere accettati e amati così come siamo, con i nostri difetti, le nostre imperfezioni, le nostre debolezze. E' stato lui a dirmelo:

Indifeso, forse. Insicuro. Pronto a tutto pur di essere amato.

Forse io non sono disposta a tutto pur di essere amata, ma non è scappando ogni volta da chi non mi comprende che risolverò il problema. Sicuramente non sono una persona che rincorre il prossimo e mendica attenzioni, ma non è standomene chiusa nel mio guscio che eviterò di non soffrire, al massimo non verrò affatto vista.
Inaspettatamente, da un libro che ho preso dalla mia libreria in un momento in cui non avevo altro da leggere e non mi aspettavo nulla di più che svago, perché lo consideravo leggero, ho ricevuto un'importante lezione di vita.
Si rese conto che attendeva con desiderio perfino le canzonature di Rixa: già immaginava come lo avrebbe preso in giro per il suo pallore e per la paura dei cavalloni. Ma qui stava il senso di tutto, nello strano attaccamento di Rixa per lui a dispetto dei suoi innumerevoli comportamenti ridicoli. Pensò ai suoi figli, poi a Ken, persone che parevano volergli bene malgrado cose per cui altri lo ritenevano un buffone.
In questo mondo che rincorre la perfezione, questo libro mi ha insegnato che vale la pena di mostrarci per quello che siamo, renderci ridicoli forse, ma rimanendo autentici e fedeli a noi stessi; solo così facendo possiamo trovare, in mezzo a tutti, coloro che sono in grado di amarci e accettarci, nonostante tutto...

mercoledì 17 febbraio 2016

Il mondo non può. Tu si.


Anche Henry è fuori ma vorrebbe tanto stare dentro. Essere orfano e aver ereditato una somma ingente con la morte dei genitori non aiuta: non sai mai se la gente sta con te per come sei o per i tuoi soldi. Henry, invece, sa benissimo perché vorrebbe stare con la gente, lì fuori: loro sanno come si sta al mondo e lui no. Ne deve passare di avventure, di davvero singolari, il protagonista di “Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria” di Michael Dahlie prima che inizi a comprendere che cosa significa vivere la propria vita da protagonista e non da semplice spettatore. Deve arrivare ad arrabbiarsi, e anche molto, lo fanno proprio incazzare.
In fondo, poi, lo sappiamo tutti come va la vita, ma a quelli testoni come Henry e me non entra in testa...
...non c'è niente che si possa fare per prevenire ciò che accadrà nella vita... Il mondo è un luogo insidioso e imprevedibile... il mondo non era un posto che apparteneva a programmatori e pianificatori.
Sarebbe ora di smetterla di preoccuparci troppo degli altri. Sarebbe ora di smetterla di confrontarci con gli altri. Sarebbe ora di smetterla di cercare fuori di noi quello che abbiamo già dentro: risorse, innumerevoli, infinite, uniche. Sarebbe ora di incominciare proprio ad amarci, rispettarci e fare il tifo per noi, senza aspettare chissà chi e che cosa. Sarebbe ora che la smettessimo di vergognarci, che se c'è qualcuno di cui dobbiamo essere orgogliosi prima di tutto e tutti siamo noi stessi.
Sarebbe proprio ora... Che cosa stiamo aspettando? Che ci facciano incazzare?!
The world can't give that serenity,” he said. “The world can't give us peace. We can only find it in our hearts.”
I hate that,” I said.
I know. But the good news is that by the same token, the world can't take it away.”
Il mondo non ci può dare la serenità che cerchiamo,” disse. “Il mondo non ci può dare pace. La possiamo trovare solo nei nostri cuori.”
Odio questa cosa,” risposi.
Lo so. Ma la buona notizia è che per la stessa ragione, il mondo non può portarcela via.”