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lunedì 12 marzo 2018

I libri che non vi ho detto 2


Seconda puntata dei libri letti nel 2017 e di cui non vi ho parlato; questa volta ho riunito letture che potrebbero andare bene anche per un lettore giovane. Sono un po' refrattaria alla divisione dei libri per età, ma mi rendo conto che alcuni, se letti troppo presto, potrebbero non essere compresi o, peggio ancora, spaventare o sconvolgere una giovane mente. Per fortuna è vero il contrario: non è mai troppo tardi per leggere un libro, anche se è considerato per bambini!

BRAVO, BURRO! di John Fante e Rudolph Borchert, ed. Einaudi


Anni fa, mio marito ed io ci siamo invaghiti di questo autore e abbiamo incominciato a comprare tutti i suoi libri; con il tempo ci siamo dati una calmata (ma lo amiamo ancora molto!) o forse li abbiamo comprati tutti, dovrei controllare. Quest'ultimo non lo avevo ancora letto e lo scorso inverno, complice una brutta influenza che mi ha costretta a letto, l'ho letto in un giorno. Quanto tempo che non avevo questo lusso... È la storia di un bambino, del suo asinello coraggioso e di una straordinaria amicizia. Scritto inizialmente per un progetto cinematografico di Orson Welles, anche questo libro ha al suo centro, come tutta la saga Bandini, il rapporto tra padre e figlio.
Erano stati i tori a mostrargli che era un codardo, oppure l'avevano imbrogliato, facendogli credere di esserlo? No, lui era scappato soltanto perché i tori non erano più importanti. E non lo erano mai stati... Un uomo aveva bisogno di essere coraggioso soltanto per quello che contava davvero nella vita. Soltanto allora poteva mostrare il suo coraggio. Il bisogno doveva essere più grande della paura, e adesso si domandava che cosa fosse importante nella sua vita.
SILVERWOOD LAKE di Simona Binni, ed. Tunué


Devo la scoperta delle graphic novel alla mia amica e collega Flavia; non è che non sapessi della loro esistenza, ma non mi ero mai data la pena di leggerne una. Ora non solo le leggo, ma ne ho anche regalate parecchie a Natale. Simona Binni ho avuto la fortuna di conoscerla di persona e di presentare poi proprio il suo libro durante il Salone Off lo scorso maggio.


Come nel libro di Fante, anche qui si parla di rapporto tra padre e figli o, piuttosto, dell'essenza: con la speranza di comprendere le motivazioni che hanno spinto suo padre a vivere da homeless, Diego intraprende un viaggio nel sud della California, solo, lontano dal suo mondo e in stretto contatto con la parte più nascosta di sé, quella che per diciassette anni era rimasta bloccata. Troverà le risposte che stava cercando? Inutile aggiungere che le tavole sono una più bella dell'altra.

INCONTRI DISINCONTRI di Jimmy Liao, ed. Terre di mezzo


Insomma, allo scorso Salone del Libro di Torino i miei occhi non facevano altro che notare graphic novel o libri illustrati e, quando ho visto questo, ho subito pensato fosse il regalo perfetto per mio marito per il nostro anniversario di matrimonio. Una delicata storia su strade che si incrociano, sul perdersi, il ritrovarsi e il destino. Anche Vittoria ha molto apprezzato il regalo e lo sfoglia spesso.
Lei gira sempre a sinistra, lui gira sempre a destra. Le loro strade non s'incontrano mai... Ma la vita è ricca di coincidenze e può capitare che due linee parallele finiscano per incrociarsi... Ma la vita è anche piena di imprevisti, come quando si spezza il filo di un acquilone che stringi tra le mani...
A proposito di letteratura per ragazzi, confesso di non aver mai letto “Harry Potter”, a questo punto aspetterò di farlo con VV.

martedì 12 luglio 2011

Uno della banda

e la biblioteca con i grossi nomi degli scaffali, il vecchio Dreiser, il vecchio Mencken, tutta la banda riunita che andavo a riverire. Salve Dreiser, ehi Mencken, ciao a tutti, c'è un posto anche per me nel settore della B, B come Bandini, stringetevi un po', fate posto ad Arturo Bandini.
Mi sedevo al tavolo e guardavo verso il punto in cui avrebbero messo il mio libro, proprio lì, vicino ad Arnold Bennett; niente di speciale quell'Arnold Bennett, ma ci sarei stato io a tenere alto l'onore della B, io, il vecchio Arturo Bandini, uno della banda.
John Fante


Sono pochi gli autori di cui ho letto tutti i libri che hanno scritto. Anche i romanzi di Virginia Woolf, scrittrice che pure amo molto, non li ho ancora letti tutti. In passato avevo divorato i libri di Alessandro Baricco ma, ad un certo punto, ho smesso di leggerlo; forse avevo esagerato... e così ora mi mancano le ultime due o tre pubblicazioni, ho perso il conto.
John Fante, invece, una volta preso in mano il primo libro non sono più riuscita a smettere di leggerlo; grazie anche all'aiuto di Einaudi che ha ripubblicato tutti i suoi libri nel giro di pochi anni. Ma il primo, “Full of Life”, quello che me lo fece conoscere, lo comprai allo stand della Fazi al Salone del Libro di Torino parecchi anni fa. Ricordo che lo lessi tutto con gli occhi velati dalle lacrime, per il ridere e per la commozione. Qui incontrai per la prima volta Nick, il padre di John Fante, protagonista amato e odiato di molti suoi romanzi e racconti.
Perché le storie che John Fante racconta, sopratutto quelle della saga di Arturo Bandini, sono storie autobiografiche. E forse proprio perché le ha vissute direttamente sulla sua pelle, i suoi libri riescono ad essere così coinvolgenti nella lotta di Arturo per ottenere il successo come scrittore, così struggenti nei ricordi dell'infanzia e così comici nel ritratto dei primi immigrati italiani in America. E non riesco a decidere quale, tra questi tre temi sempre presenti nei suoi libri, sia il mio preferito.